Internet in Italia, continua lo sviluppo tra alcune difficoltà

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Internet ad alta velocità sul territorio italiano, distanza dagli standard europei in merito alle connessioni a banda ultra larga, sia come velocità effettiva che come copertura

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Dal mercato al libero mercato, il passo può essere lungo e complicato, perché si innescano logiche e strategie politiche che, nel nostro Paese, spesso possono portare a tempistiche molto lunghe. Ma quando il suddetto passo viene compiuto, ecco che emergono finalmente tutti i benefici per i consumatori: prezzi sempre più convenienti, libertà di scelta, offerte sempre più personalizzabili.

Questo discorso può essere facilmente applicato all’Internet in Italia, considerando che oggi la libera concorrenza ha favorito la nascita di nuovi operatori che offrono diverse modalità di connessione innovative, ma al tempo stesso semplici e dinamiche, pensate per chi vuole risparmiare ma senza rinunciare alla qualità. E nel mentre continua lo sviluppo della rete, anche se attraverso non poche difficoltà.

Internet: qual è la situazione italiana?

Da quando il Governo ha fatto cadere il monopolio sulle connessioni Internet, il mercato delle connessioni web ha indubbiamente mosso un primo passo avanti, che dovrà comunque essere supportato da un sviluppo di infrastrutture a livello regionale e nazionale. Questo perché il piano dell’Agenda digitale, fra le altre cose, prevede una copertura dell’85% del Paese con la banda ultra-larga, e in alcune città siamo già ad un ottimo punto: ad esempio, a Roma è previsto il raggiungimento del 98% della copertura entro la fine del 2017.

Merito, appunto, di un mercato oggi molto concorrenziale, che ha spostato le attenzioni dalle esigenze economiche dei fornitori di Internet alle esigenze dei consumatori, sempre più al centro dell’offerta e sempre più valorizzati da tariffe personalizzate. Un  esempio di questa centralità del consumatore è il fatto che attualmente grazie a operatori come Linkem è possibile avere internet senza rete fissa: questo perché le compagnie si sono occupate delle esigenze di quegli italiani,  soprattutto i giovani, che non sentono più la necessità del telefono fisso a casa, in quanto utilizzano solamente lo smartphone, anche per le chiamate domestiche.

Questo discorso ha ovviamente fornito un ulteriore stimolo alla diffusione delle connessioni Internet nello Stivale.

La mission: scavalcare il muro del digital divide

Come anticipato poco sopra, una crescita decisa e rivoluzionaria non avviene quasi mai in modo immediato: spesso, bisogna prima passare fra diverse difficoltà e ostacoli, e per la diffusione dell’Internet ad alta velocità sul territorio italiano può essere fatto il medesimo discorso. Siamo distanti dagli standard europei in merito alle connessioni a banda ultra larga, sia come velocità effettiva che come copertura, il che ovviamente aumenta il grado di digital divide: ovvero quella forbice che non ci consente di navigare usufruendo dei diritti di accesso alla rete che, invece, molti paesi europei hanno già garantito ai propri cittadini.

È un problema, ma un problema risolvibile: l’Italia si sta infatti già muovendo per colmare le distanze entro il 2020 (termine ultimo imposto dall’Unione Europea), anche se dalle ultime stime effettuate, il suddetto piano voluto dall’Agenda digitale sta andando un po’ a rilento.

Il che giustamente può rappresentare una scomoda barriera non solo per le persone, ma anche per quelle aziende italiane che vorrebbero espandersi nel mercato internazionale potendo pareggiare il potenziale di connessione dei competitor.

Ma la fiducia rimane inalterata: in un modo o nell’altro, il digital divide verrà finalmente superato.

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