Lega e Cinque Stelle in sintonia sulle Camere, ma FI si ribella



Matteo Salvini Processo

La Lega e il Movimento Cinque Stelle sarebbero d’accordo sulle due Camere, ma Forza Italia reclama il Senato e minaccia battaglia

Come già emerso nei giorni scorsi, ci sarebbe un’intesa di fondo sostanziale tra la Lega e i Cinque Stelle per l’elezione dei presidenti delle Camere. Il Movimento Cinque Stelle, infatti, sembra reclamare la presidenza della Camera, a fronte dell’elezione di un leghista al Senato. Ieri infatti è iniziato il giro di consultazioni di Danilo Toninelli e Giulia Grillo, del M5S, con i rappresentanti degli altri partiti. Toninelli ha affermato esplicitamente che i 5 Stelle chiedono la presidenza della Camera dei deputati. «Il nostro obiettivo è la garanzia dell’istituzione parlamentare, che si attua separando l’elezione dei presidenti dalla formazione del governo». Sicuramente, per i pentastellati è molto più agevole chiedere il presidente della Camera, dato che il loro gruppo è più forte in questo ramo del Parlamento che al Senato.

La Lega di Matteo Salvini sembrerebbe invece puntare ad ottenere il Presidente del Senato. In questo senso, l’accordo con i Cinque Stelle sembrerebbe naturale, comodo e vantaggioso per entrambi. Ma arriva subito la contrarietà di Forza italia: «I 5 Stelle ci hanno detto — afferma Renato Brunetta — che loro vorrebbero la Camera e alla Lega andrebbe il Senato. Ma il Senato va al centrodestra, semmai: ci siamo noi con Romani. E poi non dimentichiamo il Pd. Se M5S vuole fare, come dice, un presidenze di garanzia, il Pd è il secondo partito e non va emarginato». Se il patto dovesse realizzarsi, Forza Italia è pronta alla guerra: «Ci vediamo in Aula a scrutinio segreto e ci divertiamo. Se fanno il patto tra loro, salta tutto». Rincara Maurizio Gasparri: «Se la Lega volesse davvero il Senato, farebbe uno sgarbo grave a noi. E poi dimostrerebbe che non vuole governare. Non è che la Lega può avere insieme la premiership e una Camera». A proposito di scrutinio segreto, non è da sottovalutare l’ala maroniana dentro la Lega, per quanto ridotta, che potrebbe unirsi a Forza Italia. Conferma il nervosismo il governatore ligure Giovanni Toti: «Un governo M5S-Lega sarebbe uno schiaffo ai rispettivi elettori».

E’ invece attendista la posizione del PD: «Non chiediamo nulla e nulla ci è stato offerto. Se le candidature sono convincenti le voteremo», afferma Rosato, capogruppo alla Camera, ma avverte: «Si ricordino che Di Maio è stato eletto con i nostri voti la volta scorsa».

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