Milan ai cinesi, il closing il 2 o il 13 dicembre

Milan cinese, closing

Stabilite le date per il passaggio di proprietà del Milan: la firma del contratto definitivo e l’assemblea per la nomina del nuovo cda si terranno il 2 dicembre. In seconda convocazione il 13 dicembre

Il giorno da segnare su calendario è il 2 dicembre: con ogni probabilità infatti quella sarà la data che segnerà il passaggio di proprietà del Milan dalla famiglia Berlusconi alla cordata cinese guidata dal fondo di investimento Sino Europe. In quella stesso giorno verrà firmato il contratto definitivo per la cessione del 99,9 per cento delle azioni del Milan da parte di Fininvest e si terrà l’assemblea dei soci che dovrà nominare il nuovo consiglio di amministrazione. Per cautelarsi da eventuali ritardi burocratici nell’accredito della somma proveniente dall’estero, si è deciso di fissare una seconda convocazione dell’Assemblea prevista per il 13 dicembre.

La svolta definitiva per arrivare al closing e la fissazione delle date c’è stata ieri al termine di una riunione tra i rappresentanti di Fininvest, della cordata cinese e i consulenti legali e finanziari. Il nuovo amministratore delegato in pectore, Marco Fassone, era appena rientrato dalla Cina con la garanzia che i 440 milioni che devono ancora essere versati sul conto corrente di Fininvest arriveranno attorno ad una data già identificata, attorno al 21 Novembre, il lunedì successivo alla disputa del derby di Milano fra Milan e Inter.

Intanto è stata scartata l’ipotesi, circolata nei giorni, scorsi di anticipare il closing e convocare l’assemblea dei soci in un secondo momento: in questo caso alcuni consiglieri si sarebbero dimessi, altri sarebbero entrati e si sarebbe costituito un cda a interim. Ma si è scelta la strada più elegante di fare tutto nello stesso giorno anche per non arrivare alla dimissioni anticipate di Adriano Galliani.

Per quanto possibile si stanno anche svelando i dubbi che riguardano la composizione della cordata: un soggetto è rappresentato da Yonghong Li e Dan Li, un altro dal colosso assicurativo Ping Yan e un terzo dal fondo di investimento a partecipazione statale Haixa Capital.