Sanremo 2017: le impressioni di Zon.it dopo la messa in onda della prima serata

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Al via la 67° edizione del Festival di Sanremo. La terza conduzione di Conti, l’esordio in Rai della De Filippi, l’opening di Tiziano Ferro e i primi 11 big in gara. Ecco tutte le impressioni di Zon.it

Sanremo 2017 affida ad un elegantissimo ed emozionato Tiziano Ferro l’opening ufficiale della 67° edizione. Il nuovissimo allestimento dell’Ariston resta in sospeso durante l’esecuzione di “Mi sono innamorato di te” interpretata dal cantante di Latina in occasione dei cinquanta anni dalla scomparsa di Luigi Tenco.

Spazio a Carlo Conti, anche quest’anno conduttore e direttore artistico e alla timida e inizialmente impacciata Maria De Filippi. Parte ufficialmente Sanremo 2017.

La prima serata mette in gara 11 delle 22 canzoni. Ecco le impressioni a caldo di Zon.it.

I brani

Giusy Ferreri – Fa talmente male. Appare rigida nel suo bel completo a fondo nero con stampe rosso fuoco. L’intenzione è quella di inseguire la hit radiofonica ed è probabilmente questo il destino del pezzo. Manca nell’intonazione, ma l’imperfezione è ammessa in corso di rottura del ghiaccio. Sufficiente.

Fabrizio Moro – Portami via. Si presenta a Sanremo con la maturità del vissuto cristallizzata in parole. Bene il testo, melanconica la melodia, ma non lagnosa. Un risultato ricercato che colpisce e fa centro.

Elodie – Tutta colpa mia. Grazie alla cantante dai capelli rosa confetto, a Sanremo torna il termine “amore” come vuole il meglio della tradizione del Festival. Il testo glielo ha scritto Emma e si avverte sin troppo. Incalzante il motivo e perfetta la vocalità. Un pacchetto musicale confezionato apposta per una timbrica tanto particolare.

Ludovica Comello – Il cielo non mi basta. Sulla falsa riga di Frozen, questa giovanissima, idolo tra i teeneger e star Disney Channel, tenta l’evoluzione in qualcosa di più, ma il ritmo a mo di sigla cartoon la tradisce.

Fiorella Mannoia – Che sia Benedetta. Un inno alla vita, un’impalcatura testuale gloriosa e un’interpretazione da brividi. Era tra i big più attesi e il suo brano è in testa al Toto Sanremo per la vittoria. Per tutto il corso dell’esibizione dialoga con l’Ariston che esplode in un fragoroso applauso.

Alessio Bernabei – Nel mezzo di un applauso. Da quando ha lasciato i Dear Jack, ha dato il meglio di sé. In perfetto stile Bernabei, il pezzo che presenta è pertinente con un seguito giovanile e radiofonico.

Al Bano – Di rose e di spine. Solenne l’impostazione come solo Al Bano sa fare. Non si smentisce con i suoi vertiginosi acuti e per questo l’Ariston lo accoglie con entusiasmo. Un testo essenziale, a tratti scontato. Nessuna sorpresa.

Samuel – Vedrai. Affronta Sanremo senza la storica band che gli ha regalato il successo, i Subsonica e ci riesce alla grande. La sua “Vedrai” il cui titolo è forse una strizzata d’occhio a Tenco, è orecchiabile ed energica. Un prodotto pronto per essere frullato in radio.

Ron – L’ottava meraviglia. Reminiscenze Dalliane incastonano il brano in un linguaggio quotidiano che sa di amore. Delicata l’interpretazione, Ron al Festival ci sta sempre bene.

Clementino – Ragazzi fuori. Napoli nel cuore e nelle rime. Le viscere della città vengono masticate dal rapper che per Sanremo ha composto un beat calibrato e non eccessivo. Moderato anche nell’uso del dialetto, impastato solo in alcuni range ritmici.

Ermal Meta – Vietato morire. Ci ha abituati a vederlo in veste di autore per i grandi della musica italiana, è la rivelazione di questo Sanremo. Nei panni del cantante ci sta benissimo e la sua “Vietato morire” è irresistibile nel testo e nel ritmo.

Gli ospiti

Ad aprire Tiziano Ferro con l’omaggio a Tenco che torna nel corso della serata per esibirsi in “Potremmo ritornare” e poi in coppia con la Consoli canta il brano di successo “Il conforto”. In scaletta anche Crozza che ironizza sul cachet di Conti e Raoul Bova che tenta la strada della conduzione.

Riflessione e commozione

Momento di commozione per la presenza degli eroi contemporanei: sono i corpi della Guardia di finanza, Protezione civile ed esercito italiano, a Sanremo per ricordare la strage di Rigopiano e l’emergenza gelo.

Attimi di riflessione con la tematica del bullismo diretto e in rete, sul palco due giovanissimi esponenti di un’associazione a favore delle vittime cadute in questa rovinosa piaga mediatica.

Coppia inaspettata è quella formata da Paola Cortellesi e da Antonio Albanese, che solleticano l’appetito musicale del pubblico, poi totalmente soddisfatto da uno scatenato Ricky Martin che propone il meglio del suo repertorio.

Tra gli ospiti anche Diletta Leotta, giornalista sportiva, recentemente preda di un polverone esploso in rete a seguito di contenuti hot pubblicati a sua insaputa. Lancia il messaggio della denuncia e invita a reagire contro il cyber bullismo.

A sorpresa Bob Dylan che dopo aver snobbato la cerimonia di premiazione del Nobel assegnatogli, sceglie il Sanremo di Conti, peccato si tratti “soltanto” del bravo Ubaldo Pantani. 

E che Sanremo sarebbe senza band internazionale? Ed ecco la proposta di Conti, i Clean Bandit con la loro irresistibile “Rockabay” premiata in diretta per le milioni di copie vendute in Italia e nel mondo.

Si conclude la prima serata di Sanremo 2017 con i tre artisti temporaneamente sospesi dalla gara (perché ultimi in classifica) si tratta di Clementino, Ron e Giusy Ferreri.