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I sondaggi fotografano una situazione ormai chiara: il M5S è secondo partito dopo la Lega, mentre il PD continua a franare dopo l’addio di Zingaretti

L’istituto Emg ha realizzato un sondaggio per la trasmissione Cartabianca di Rai3 che conferma il trend rilevato già da altri istituti. Il ritorno di Conte sta trainando il M5S nei sondaggi, mentre le dimissioni di Zingaretti continuano ad affossare il PD. Secondo la rilevazione di Emg, il M5S si porta a quota 21,4%, vale a dire ad un solo punto dalla Lega. Il Carroccio resta primo partito al 22,4% ma perde lo 0,4% in una settimana. Il PD invece resta fermo al 14%. Altri sondaggi hanno restituito la stessa fotografia, seppur con cifre leggermente diverse. Il partito di Giorgia Meloni è quello che ha guadagnato di più (+0,6%), portandosi al 16,4%, scavalcando così il PD ma cedendo il passo al M5S.

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Addii e ritorni

Il M5S ha cominciato a recuperare consensi dopo il fatidico incontro tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte, in seguito al quale quest’ultimo ha accettato di prendere in mano le redini del Movimento. La sola notizia ebbe come effetto quello di far guadagnare al M5S oltre 6 punti nei sondaggi in un giorno solo. Gran parte di questi voti provengono proprio dal bacino elettorale del Partito Democratico, dove non sono pochi quelli che simpatizzano per l’avvocato pugliese. Questo fatto clamoroso ha finito per inasprire ulteriormente le frizioni all’interno del PD, così come gli attacchi rivolti a Zingaretti, considerato responsabile di quanto accaduto. E dopo le dimissioni di Zingaretti, che hanno colto tutti di sorpresa, il PD ha continuato a calare nei sondaggi. Segno che la mancanza di leadership e le divisioni stanno costando caro in termini di consensi.

La Lega è in calo ormai da più di un anno. Nonostante alcuni alti e bassi, i sondaggi parlano chiaro: il 37% di due anni fa è lontanissimo. La decisione di entrare nel Governo Draghi prima e la continuità nella gestione pandemica stanno sortendo i loro effetti negativi per il partito di Salvini. Non ha giovato il siluramento di Arcuri e il cambio della guardia ai vertici della Protezione Civile. A chiudere la fila ci sono i partiti minori: Forza Italia data intorno al 6,8% (in lieve aumento dello 0,2%), Italia Viva che scende al 4,3% (- 0,1%). Azione di Carlo Calenda è ferma al 3,8%, mentre +Europa ed Europa Verde sono al 1,8% (entrambe perdono lo 0,2%) e tutti gli altri partiti sono al di sotto del 2%. Ma il partito più grande resta quello degli indecisi e del non voto: ad oggi tocca quota 41,3%.

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