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Immagine da Twitter AC Milan

Non sono bastate le scuse da parte del club serbo, la Uefa vuole far luce sui fatti accaduti e ha aperto un’inchiesta

In Italia da un anno esatto gli stadi sono vuoti a causa delle regole anti-Covid, ma nel resto d’Europa c’è chi ha deciso di adottare soluzioni diverse. E’ il caso dei paesi dell’est come la Serbia che ha riaperto, seppur in modo limitato, gli stadi ad alcuni tifosi. Proprio in Serbia una settimana fa si è giocata la gara d’andata dei sedicesimi di Europa League, Stella Rossa-Milan.

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Il match che è terminato 2-2, sulla carta si è svolto a porte chiuse ma il club di Belgrado ha deciso di far sedere sugli spalti alcuni “ospiti”. Ospiti che erano a tutti gli effetti tifosi della Stella Rossa che hanno supportato la squadra durante tutta la gara e si sono resi protagonisti anche di insulti ed epiteti razzisti verso Zlatan Ibrahimovic.

Il club serbo ha subito stigmatizzato la vicenda con questo comunicato:La Stella Rossa condanna nella maniera più ferma le frasi offensive nei riguardi di Zlatan Ibrahimovic. Come società abbiamo fatto di tutto affinchè l’organizzazione dell’incontro fosse al livello di due grandi squadre, e non consentiremo che un singolo primitivo getti una macchia sulla tradizionale ospitalità del nostro Paese e del nostro popolo.”

Comunicato che, tuttavia, non è bastato a fare giustizia. La Uefa ha infatti deciso di non chiudere un occhio sui fatti di Belgrado e ha aperto un’inchiesta su quanto accaduto durante Stella Rossa-Milan: “In conformità con l’Articolo 31 (4) del Regolamento Disciplinare UEFA, un Ispettore Etico e Disciplinare è stato nominato oggi per condurre un’indagine disciplinare sugli incidenti verificatisi durante la partita dei sedicesimi di finale di UEFA Europa League tra Stella Rossa e AC Milan (2 -2), giocata il 18 febbraio 2021 in Serbia. Le informazioni su questo argomento saranno rese disponibili a tempo debito”.

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