streaming

Lo streaming online è uno dei protagonisti assoluti in questi mesi di restrizioni e freddo pungente. Il fenomeno, in realtà, va ben oltre l’emergenza sanitaria e l’inverno

Le piattaforme di contenuti in streaming conoscono da anni una crescita esponenziale ed il futuro sembra essere dalla loro parte. Secondo uno studio condotto dall’Osservatorio Digital Content del Politecnico di Milano il 40% degli internauti italiani in questo periodo ha aumentato il tempo dedicato ai contenuti di intrattenimento video. Già nel 2019 il trend era ben delineato, con un incremento della spesa in contenuti digitali di 20 punti percentuali, sfiorando quota 1,8 miliardi di euro.

Potrebbe interessarti:

Lo scorso anno ciascun internauta (in Italia si stima ce ne siano circa 39 milioni) ha speso in media 46 euro per i contenuti digitali, il 17,5% in più rispetto al 2018. E a crescere di più è stato il segmento intrattenimento video (+47%), seguito dalla musica (+33%), dal gaming (+13%) e dall’editoria (+6%).

Con l’aumento della fruizione dei contenuti salgono anche i ricavi: nel 2019 gli introiti per la vendita di spazi pubblicitari sulle piattaforme di distribuzione di contenuti giornalistici sono stati pari a 514 milioni di euro (+4% su base annua), 460 milioni di euro sulle piattaforme di intrattenimento video e 18 milioni su quelle musicali.

Il 2020 è stato dunque un anno molto importante per i principali player del mercato: la concorrenza sarà sempre più serrata, la domanda è destinata a crescere e a mutare rispetto al passato, figlia di nuove esigenze da parte degli utenti. Di questo il settore dovrà tenere conto da qui in avanti per poter mettere sul piatto un’offerta adeguata.

Quale futuro ci attende?

Secondo gli esperti in un futuro non troppo lontano le piattaforme di servizi in streaming prenderanno il posto della tv. D’altronde il successo di Netflix ci mette di fronte ad una serie di riflessioni importanti. Negli Stati Uniti ormai il fenomeno streaming è già ben avviato, lo stesso vale per la Gran Bretagna.

In Europa si procede più a rilento ma la sensazione sempre più forte è che sia soltanto una questione di tempo. C’è da aggiungere che il mercato complessivo dello streaming e della tv online è costituito da vari segmenti. Non c’è soltanto quello delle serie tv e dei film, anche se essi rappresentano l’offerta più importante, attraverso il cosiddetto Video On Demand su abbonamento, ovvero la proposta commerciale che caratterizza Netflix, Disney e Amazon Prime Video.

Su tale fronte, i ricavi globali dei servizi Svod raddoppieranno: dai 48 miliardi attuali a 98 miliardi di dollari, anche in questo caso, entro il 2025. Numeri che saranno possibili grazie ad abbonamenti sempre più convenienti. Già oggi i contenuti rimangono disponibili sempre, in ogni momento, guardarli dove e quando preferiscono con l’utilizzo del dispositivo che si ha a disposizione, dallo smartphone al tablet, dal laptop al pc.


Un’opportunità sempre più fondamentale per i clienti, dove i giovani – appassionati anche di giochi di carte presenti sui classici casino online – iniziano ad avere un peso specifico non indifferente. Piace, e non poco, lo sforzo dei vari player per migliorare i contenuti disponibili che sono sempre più avvincenti ed appassionanti.

Lo sport in streaming

Altro settore che è destinato ad abbandonare la tv per le piattaforme in streaming è lo sport. Basti pensare al progetto di Amazon. Il colosso di Jeff Bezos è pronto ad entrare nella nostra Serie A rendendo così le partite disponibili in streaming online. Attualmente Sky (gruppo ComCast) e Dazn (Perform) condividono la piazza, con sette e tre partite a giornata rispettivamente, ma la concessione scadrà con la fine del campionato in corso. La Lega di Serie A ha indetto un nuovo bando per il prossimo triennio e punta a raccogliere 1,15 miliardi di euro a stagione. La scadenza per presentare le offerte è il 26 gennaio.

Da tempo il business del colosso di Seattle sta entrando in maniera sempre più convinta nella trasmissione degli eventi sportivi. I diritti di streaming sarebbero utilizzati da Prime Video, che il mese scorso si è aggiudicata 16 partite di Champions League, in esclusiva e in diretta in Italia per il triennio 2021-24. Amazon ha stipulato un accordo simile in Germania e a livello di campionati nazionali si è già aggiudicata i diritti sulla Premier League. Negli Stati Uniti trasmette il football americano della Nfl. Il bando per i diritti di trasmissione si articola in tre pacchetti in esclusiva: satellite (prezzo minimo 500 milioni di euro a stagione), digitale (400 milioni) e internet/Iptv/mobile (250 milioni). È possibile però anche la formula “mista”: un pacchetto multipiattaforma da sette partite su dieci a giornata (base 750 milioni a stagione) affiancato da un pacchetto internet, per tre gare.

Letture Consigliate