Tarzan, noi siamo il nostro habitat



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Tarzan è un film d’animazione del 1999 e considerato dai più l’ultimo dell’epoca definita Rinascimento Disney. 37° lungometraggio Classico Disney, è la storia di un uomo allevato dalle scimmie alla scoperta del proprio mondo

Tarzan of the Apes è un romanzo d’avventura, scritto da Edgar Rice Burroughs all’inizio dello scorso secolo. La storia è stata trasporta più di venti volte, fin dai tempi del cinema muto. Il fortunato romanzo narra di un uomo allevato tra le scimmie, in combutta con le stesse per le evidenti diversità fisiche.

Ma, come in tanti altri casi da parte della Disney, è l’adattamento degli Studios l’opera più conosciuta al mondo. Nel 1999, considerato l’ultimo film del Rinascimento Disney, usciva nelle sale Tarzan. Una favola senza principi né principesse, un dramma fatto di sguardi e non di parole, un eroe che non vuole essere tale ma che compie il proprio cammino. Tarzan è uno dei film Disney più versatili mai creati, ricco di chiavi di lettura differenti.

L’orfano alla ricerca di se stesso

Rimasto orfano dei propri genitori umani, il cucciolo umano verrà raccolto da Kala, compagna del capo branco dei gorilla, Kerchak. La coppia, come ci introduce la pellicola, ha perso il proprio cucciolo tra gli enormi rischi della giungla. La legge del più forte prevale e, per colmare la mancanza, la dolce mamma Kala vuol fare da madre a una specie ai gorilla sconosciuti. Il cucciolo crescerà sino a diventare Tarzan, l’uomo tra le scimmie. Capace di adeguarsi al contesto selvaggio, incapace di rapportarsi ai suoi simili, che, all’improvviso, giungeranno nel suo habitat.

La storia di Tarzan non è solo la storia di un protagonista che non vuole essere nessun altro che non se stesso. È anche una storia di unione sociale, di cuori che battono all’unisono a prescindere dalle “razze”. Non a caso i gorilla hanno un colore tipicamente più scuro degli “uomini bianchi”. Un conflitto tra le razze che si ribalterà nel finale dove Tarzan dovrà decidere da che parte stare.

I personaggi si muovono sinuosamente tra liane e sentimenti, figli di una sceneggiatura attenta e delicata. Non manca l’importanza dei rapporti familiari. È esemplare quello tra Tarzan e Kala, non legati dal sangue, non legati dall’aspetto, ma legati dai valori dell’insegnamento di un genitore, anche nel dire una triste verità. Ancor più bello è il rapporto che muta nel corso del film tra Tarzan e Kerchak. Quest’ultimo rinnegherà più volte l’umano, inscenando un rapporto genitore-figlio metaforizzato e del tutto riscontrabile nel mondo moderno e civilizzato. La Disney riesce a far combaciare personaggi umani e animali anche grazie agli sguardi. Intensi, ricchi di pathòs, accompagnati da una colonna sonora come sempre iconica.

La fine del Rinascimento Disney

Un enorme passo in avanti per la Disney se comparata ai suoi periodi meno fortunati. Il libro della giungla infatti presentava elementi in comune, ma Tarzan lo surclassa per narrativa e qualità artistica.

Tarzan è infatti considerato uno dei migliori capolavori mai realizzati dalla Disney. Tutt’oggi fa parte dei dieci film di maggior successo al botteghino dello studio. Un film con la quale la Disney saluta il millennio e gli anni novanta, sfondo di un Rinascimento tutt’oggi studiato e analizzato dagli esperti del settore.

L’animazione compie un enorme passo in avanti grazie al lavoro effettuato dalla Disney nell’era del suo Rinascimento. Il successo al botteghino è accompagnato da storie indimenticabili e colonne sonore cantate a squarciagola sia dai più grandi che dai piccini. Senza dimenticare quell’atmosfera magica e le gag peculiari.

La Disney del nostro millennio è ben diversa da quella che ha portato film come Tarzan sul grande schermo. A seguito di grandi successi commerciali sul grande schermo, lo studio ha ampliato il suo raggio d’azione e oggi rappresenta una delle major più influenti della storia, non solo della Settima Arte, ma anche dell’industria.

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