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Sono in arrivo, sul territorio italiano, le nuove bombe atomiche USA B61-12, che sostituiranno le testate precedenti B-61

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I nuovi ordigni nucleari sono in fase di consegna da Washington. Rispetto al modello precedente, la B61-12 ha una potenza media di 50 kiloton (quattro volte più potente della bomba di Hiroshima). Ciò è quanto è stato confermato dalla federazione degli scienziati americani (Fas). Al fine di agevolare le procedure di conservazione dei nuovi missili, lo scienziato nucleare Hans Kristensen, direttore del Nuclear Information Project, ha affermato che le basi di Aviano e di Ghedi Torre sono in fase di aggiornamento.

Usa, nuove bombe atomiche in Italia
Usa, nuove bombe atomiche in Italia

Ciò è quanto sta avvenendo anche in Germania e Turchia, in particolare nella base aerea tedesca di Buchel, dove le piste aeree sono in fase di ristrutturazione, e nell’area di Incirlic. Anche il Belgio e l’Olanda attendono l’arrivo delle nuove bombe. È dunque innegabile che sia in atto un progetto di rafforzamento militare della zona NATO.

Il programma del Pentagono prevede la costruzione di circa 400-500 B61-12, il cui costo è stimato intorno agli 8/12 miliardi di dollari. Lo scienziato Kristensen spiega che la nuova arma non sarà un semplice aggiornamento della precedente, bensì essa assumerà tutte le funzioni distruttive proprie di altri ordigni.

Le B61-12, infatti, non rappresenteranno più le testate tradizionali, poiché, con una potenza di circa 50 Kiloton, esse saranno capaci di colpire un determinato obiettivo a 100 km di distanza.

Il direttore del Nuclear Information Project ha affermato che, in seguito a una consultazione della Casa Bianca, tutti gli alleati europei hanno consentito lo stanziamento di ordigni USA B61-12 nel proprio territorio.

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Usa, nuove bombe atomiche in Italia

L’ex sottosegretario tedesco Wimmer, nonché membro del partito della cancelliera Merkel, ha confessato che l’arrivo delle nuove testate in Europa costituisce una provocazione consapevole nei confronti dello stato russo.

Si tratta di misure che violano il Trattato internazionale di non proliferazione di armi nucleari, che affermerebbe il divieto, a qualsiasi paese nucleare, di cedere missili a paesi che formalmente non lo sono (Art. 1), e che a loro volta non dovrebbero accettarne.

Tuttavia, non è finita qui: dal momento che gli USA si assumono il ruolo di “proteggere” gli stati europei, questi ultimi sono tenuti ad addebitarsi le spese dei nuovi arsenali atomici (almeno due terzi del costo complessivo). Trattasi, dunque, di ulteriori indebitamenti, i quali si aggiungeranno inevitabilmente ai nuovi, previsti dalle riforme finanziarie di Bruxelles.

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