Wimbledon, primo torneo del Grande Slam di Tennis ad adottare una risoluzione di tale portata, chiude le porte ai tennisti russi e bielorussi a causa della guerra in Ucraina.
Una decisione che divide e fa discutere, è “inacettabile” per il portavoce del Cremlino Dmitriv Peskov, “folle” per il numero uno al mondo Novak Djokovic, commentata anche da Serena Sartini ospite dell’ottava puntata del nostro “Talk del Venerdì”, in onda nel pomeriggio del 22 Aprile: “Wimbledon ha senz’altro lanciato un segnale forte, ma i giocatori e il mondo sportivo in generale non c’entrano con le decisioni di Putin”, ha asserito la giornalista, tra le firme più autorevoli di Askanews, che quindi spiega: “Senz’altro questa decisione può creare un precedente perché ogni torneo decide in modo autonomo e le sue linee guida prevalgono su quelle del CIO e di Atp, che infatti si è detta contraria a questa risoluzione”.
E ancora: “Non credo che una cosa del genere possa accadere ai Roland Garros. E perché altrimenti la decisione sarebbe già stata resa nota, e perché la Francia ha un ruolo di mediazione diverso rispetto all’Inghilterra nel conflitto in Ucraina“.
E in Italia? “Il Presidente di FederTennis Binaghi, alla presentazione degli Internazionali ha chiesto agli atleti di prendere una posizione netta contro la guerra, altrimenti anche loro possono andare incontro a conseguenze”
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