Morto Licio Gelli, si è spento a 96 anni l’ex maestro venerabile, capo della loggia P2

Fine di un’era: Licio Gelli si spegne a 96 anni

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È morto verso le 23 di martedì 15 dicembre l’ex maestro venerabile, capo della loggia Propaganda 2Licio Gelli, un nome che comprende molte storie della grande storia dell’Italia, con lui ha inizio un’era e con la sua morte se ne chiude un’altra.

Arruolatosi tra le fila del nazionalismo di Francisco Franco, divenuto poi partigiano e iscrittosi alla massoneria ne diviene maestro del 33 grado, portando la Loggia Propaganda 2 ad inglobare tra i suoi iniziati membri di governo, parlamentari, senatori, uomini dei servizi segreti e dell’esercito, prefetti, industriali e personaggi dello spettacolo.

Uomo versatile, lungimirante quanto spregiudicato, la sua storia si lega indissolubilmente a quella dei principali fatti di cronaca e ai più grandi scandali d’Italia, dal crac ambrosiano, alla morte di Roberto Calvi, alla strategia della tensione agli intrecci tra interessi economici e vaticano.

Il nome del venerabile sale alla ribalta delle cronache, divenendo noto ai più, dopo le indagini dei giudici di Milano Giuliano Turone e Gherardo Colombo che nel marzo del 1981 portarono alla scoperta delle liste degli appartenenti alla p2.

A distanza di anni dalla scoperta della p2, una loggia massonica eversiva e dunque non riconosciuta dallo Stato italiano, Gelli ha continuato dal cantuccio di villa Wanda, la sua abitazione aretina, ha parlare dello stato della politica italiana.

Arrestato e condannato più volte, fuggito alla detenzione, Gelli è l’uomo dei segreti e insieme ad Andreotti porta con sé tutti i misteri di un’Italia sempre più oscura.

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