Aiello - Ora
Immagine da comunicato

Per la prima volta sul palco dell’Ariston, Aiello presenterà “Ora”, un brano ricco di contaminazioni musicali. Ecco il testo e il significato

Dopo aver presentato alla stampa il nuovo disco di inediti dal titolo “Meridionale” e averci fatto ascoltare alcuni brani in anteprima (clicca qui), Aiello sta per calcare il palco dell’Ariston presentando “Ora“, un brano scritto durante il primo lockdown. Ecco il testo e il significato.

Potrebbe interessarti:

Sanremo è l’evento musicale più grande da sempre nel nostro Paese. Non ho mai pensato fosse una tacca obbligatoria nella carriera di un artista, ma il Covid ha stravolto tutto. Il brano risale al primo lockdown, in un momento in cui tutti abbiamo avuto la possibilità di riflettere molto”, la sua è stata “una presa di coscienza verso alcune responsabilità che in passato ha addossato ad altre presone“, ha raccontato Aiello durante la conferenza stampa.

Significato

Ora parla di sesso, un sesso speciale. L’ho definito ibuprofone. Era giusto che spiegassi a me stesso cosa mi stava succedendo in quel periodo. La mia canzone si chiama “Ora” e parla di quando non riusciamo a superare una storia passata che ci ha fatto male. Chi viene dopo si prende la parte peggiore di noi, che sembra quella peggiore, ma non lo è… Facciamo la figura degli strxxxi, ma non lo siamo.

Testo

Il testo è tratto da Tv, Sorrisi e Canzoni

Ora x4
Mi parli come allora
Quando ancora non mi conoscevi
Pensavi le cose peggiori
Quella notte io e te
Sesso ibuprofene
Tredici ore in un letto
A festeggiare il mio santo
Il giorno dopo su un treno che mi portava a casa
Nessuno mi aveva detto “devi tornare a scuola”
Mi sono perso nel silenzio delle mie paure
L’atteggiamento di uno stronzo, invece era terrore
Non riuscivo a dirti che mi ricordavi di lei
Mi ricordavi di lui, ero fuori da poco

Ora (x4)
Te la ricordi ancora
Quella notte io e te
Sesso ibuprofene
Avevo il cuore malato
Ma tu non lo vedevi
Mi tenevo le pezze gelide dietro al petto
Ci tenevo a mostrarmi come un drago nel letto
Mi sono perso nel silenzio delle mie paure
L’atteggiamento di uno stronzo, invece era terrore
Non riuscivo a dirti che mi ricordavi di lei
Mi ricordavi di lui ero fuori da poco

Mi sono perso nella notte, non mi hai mai abbracciato
E mi vergogno a dirlo di solito sputo fuoco
Non riuscivo a dirti che mi ricordavi di lei
Mi ricordavi di lui, ero fuori da poco
Ho visto foto di te
Il tuo compagno, una bambina
Poi quella casa l’hai finita
Dovevi portarci me
Dovevi portarci me
Sesso ibuprofene
Mi sono perso nel silenzio delle mie paure
L’atteggiamento di uno stronzo, invece era terrore
Non riuscivo a dirti che mi ricordavi di lei
Mi ricordavi di lui ero fuori da poco
Mi sono perso nella notte, non mi hai mai abbracciato
E mi vergogno a dirlo di solito sputo fuoco
Non riuscivo a dirti che mi ricordavi di lei
Mi ricordavi di lui, ero fuori da poco

Letture Consigliate