30 Novembre 2021 - 14:41

All’Arechi mai un gol della Juventus: nel ’99 la Salernitana “invocò” Padre Pio

Di Vaio, Salernitana

La classica storia del ricco contro il povero andrà in scena all’Arechi, ma in passato per la Juventus la Salernitana fu una vera bestia nera

“Non arrenderti. Rischieresti di farlo un’ora prima del miracolo”, recita un proverbio arabo: all’Arechi va in scena la sfida tra gli antipodi, da una parte la ricca Juventus e dall’altra la cenerentola Salernitana. Il più classico dei “Davide contro Golia“, ma questa volta il gigante è meno robusto e con più ferite sul corpo. La classifica non sorride a nessuno, una vittoria sarebbe una boccata d’ossigeno per entrambe. Ma come nella vita ci sono le categorie e la narrazione dei tre punti sarà diversa in base al suo padrone.

Ph: Alfonso Maria Salsano

Mai un gol all’Arechi

Se si considerano soltanto i precedenti, paradossalmente i granata sarebbero favoriti. Due volte Salerno ha steso il tappeto rosso alla Juventus: nel 1948 e nel 1999. Nel primo caso la partita terminò con uno scialbo 0 a 0, nel secondo invece vinse la Salernitana per 1-0. Ironia della sorte, il match winner di quel giorno fu un futuro giocatore bianconero: Marco Di Vaio. Tifosi in estasi, ben 36.000, numeri impensabili per una squadra di “provincia”. La media gol del giovane attaccante mantenne statistiche di alto livello (33 reti in 67 partite). Una serie di prestazioni che gli valsero la chiamata del Parma e successivamente proprio della Vecchia Signora.

“Padre Pio facci la grazia”

Il 2 maggio del 1999 Padre Pio venne proclamato Beato dal Papa e in occasione di questo momento, i tifosi della Salernitana si appoggiarono proprio alla preghiera. “Padre Pio facci la grazia” si leggeva su un grandissimo striscione nel match valido allora per la 31^ giornata di Serie A. La Juventus veniva da un ciclo vincente, proprio come ora, mentre i granata speravano in una quasi impossibile rimonta salvezza. I bianconeri terminarono quella stagione al settimo posto, mentre la Salernitana retrocesse nonostante un Arechi sempre colmo di emozioni e alcune volte “ultraterreno”.