Attentato di Boston: l’episodio di cronaca nera più sanguinoso delle storia



maratona pixabay foto

Cosa successe alla maratona di Boston il 15 aprile 2013? Proviamo a ricostruire uno degli episodi di cronaca nera tra i più violenti della storia

Stasera su Rai due va in onda il filmBoston – Caccia all’uomo“, dedicato all’attentato avvenuto durante la maratona di Boston, il 15 aprile 2013.

Proviamo a ricostruire uno degli episodi di cronaca nera più sanguinosi della storia.

Era una giornata di sole e di festa, il Patriot’s day, una delle grandi ricorrenze della città, primaverile, ideale per correre la maratona, 26.000 iscritti.

Erano le 14.49 del 2013 quando una delle più grandi feste sportive si è trasformata in tragedia: due ordigni, piazzati nei pressi del traguardo, esplodono.

Le bombe posizionate in Boylston Street, vicino a Copley Square, alla distanza di un isolato l’una dall’altra scoppiano ad una distanza di 170 metri causando morti e feriti.

Un video in possesso della polizia di Boston mostra qualcuno che le deposita ai piedi dei palazzi circostanti la linea d’arrivo.

Le immagini dell’esplosione mostrano corridori in arrivo sul traguardo, poi una grande nuvola di fumo e una esplosione secondaria. Nelle immagini si vedono corridori che cadono a terra, sangue per strada poi una seconda esplosione.

Il disastro viene trasmesso nelle televisioni di tutta America, mostrando un intervallo di 12 secondi tra le due detonazioni: la prima si verificò al civico 671 di Boylon Street, mentre il secondo boato fu localizzato ad un isolato più avanti.

Le deflagrazioni causano oltre 250 feriti – con numerose amputazioni di arti – e 3 morti.

Le indagini e i responsabili:

Successive indagini hanno poi rivelato che si è trattato di bombe rudimentali: due pentole a pressione, imbottite di esplosivo e chiodi, per ferire di più e meglio, nascoste dentro zainetti e camuffate dentro i bidoni della spazzatura.

Sono morte tre persone: Krystle Campbell, 29 anni; Zhou Danling, studentessa della Boston University di origine cinese, 20 anni e Martin Richard, un bambino di otto anni.

Stavano guardando la gara dietro le transenne vicino al traguardo. Con loro sono rimaste ferite, molte gravemente subendo amputazioni, oltre 260 persone.

Dopo aver analizzato meticolosamente i video delle telecamere di sicurezza, il 18 aprile la polizia individua due ipotetici sospetti, i fratelli Tsarnaev: Tamerlan e Dzhokar.

Il primo indagato, Tamerlan, segnalato due anni prima dai servizi segreti, come simpatizzante del fondamentalismo islamico, muore dopo un lungo inseguimento da parte della polizia locale che aveva localizzato i due attentatori a Watertown il 19 Aprile.

L’altro fratello rimane ferito nella sparatoria e trasportato in ospedale. Il 4 marzo 2015 si apre il processo e il 15 maggio 2015 Dzhokhar Tsarnaev viene condannato a morte per iniezione letale.

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