Quello che avreste voluto sapere su Gene Wilder

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Un altro grande del cinema è scomparso: Gene Wilder, attore preferito di Mel Brooks, è venuto a mancare la scorsa notte a 83 anni dopo una lunga malattia

Quando scompare un personaggio che in qualche modo ha segnato e accompagnato la tua esistenza, è sempre dura da digerire.

Gene wilder
Gene Wilder ad Amsterdam

Che sia famoso o meno, che si tratti di una celebrità altezzosa o di uno scrittore bohemien, non è facile ammettere di stare invecchiando e che, velocemente, tutti i tuoi idoli stanno sfumando, un po’ alla volta come i ricordi.

Certo, tutto si può dire tranne che Gene Wilder fosse una celebrità altezzosa o tantomeno un personaggio all’ultimo grido.

Apparteneva a quella rara schiera di attori di un altro tempo che, nonostante la notorietà popolare, non ha mai perso ‘verve’, autenticità e dignità.

Nemmeno quando lo vediamo fossilizzato in quei Meme di Facebook con il suo immancabile sorriso accompagnato da frasi sciocche, noi fan più affezionati storciamo il naso. Perché quando un personaggio è bravo, mostruosamente bravo, a tal punto da superare il differente umorismo che ci separa dalle generazioni precedenti, accetti anche questo.

Chi era Gene Wilder: tutto quello che avreste voluto sapere sulla sua vita

Gene Wilder non esisteva.

Era uno pseudonimo inventato da Jerome Silberman agli albori della sua carriera. Nato in una famiglia di ebrei russi, immigrati negli Stati Uniti come tanti altri, Gene fu da subito attratto dalle arti e dallo spettacolo: imparò a tirare di scherma, a ballare e a cantare. Ebbe quella che un tempo costituiva la completa formazione per un attore in America.

Non bastava avere un fisicaccio, nè tantomeno era richiesto.

Se volevi sfondare nel mondo del cinema, dovevi saperci fare. E nel 1968 la sua bravura fu notata da Mel “Meggiorno e mezzo di fuoco” Brooks che lo scritturò con Zero Mostel nel capolavoro “Per favore non toccare le vecchiette”, in America conosciuto come “The Producers”.

Gene Wilder in “Frankenstein Jr”

Zero Mostel e Gene Wilder, da un lato una già pietra miliare del cinema, dall’altro un giovane agli albori della sua piena espressività, diretti da un acerbo genio della commedia americana, il tutto condito da una travolgente e grottesca satira.

Ma non è questo, seppur uno dei migliori, il ruolo per cui viene ricordato Gene.

Abile scrittore, oltre che attore dotato di grande espressività, si cimentò con la sceneggiatura dell’inossidabile “Frankenstein Jr”, fresco reduce dal successo del film di Woody Allen “Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere”.

Gene Wilder scrisse la bozza del futuro capolavoro di Mel Brooks che vedeva come protagonista il nipote di Beaufort von Frankenstein, convocato in Transilvania in quanto erede della dinastia.

Un’idea buttata giù in vacanza, probabilmente da un’illuminazione improvvisa, prende velocemente forma in tutta la sua comicità. Wilder curerà la scelta degli attori, lavorerà sui dialoghi e sui caratteri dei personaggi, come racconterà egli stesso nella sua biografia Baciami come uno sconosciuto.

All’interno del libro, non poté non menzionare il tormentone che tutti noi conosciamo di Frau Blucher :”Dopo l’uscita trionfale di Frankenstein Junior, la gente mi chiedeva se sapessi che la parola blucher in tedesco significa “colla”. La verità, però, è che non mi è mai passato per la mente che quella parola potesse significare qualcosa: mi piaceva il suono che aveva… mi sembrava potesse davvero spaventare anche i cavalli (che ne sapevano più di me a quanto pare)“.

Sono stati tanti, in seguito, i personaggi da lui interpretati che ci hanno segnato: Willy Wonka ne “La fabbrica di cioccolato”, Dave Wyens in “Non guardarmi non ti sento”, Abram Belinski in “Scusi, dov’è il West?”

Il successo crebbe veloce, così come purtroppo crebbero anche le sue digrazie. Il tumore linfatico prima, la morte della moglie poi.

Il ritiro dalle scene di Gene Wilder lasciò tutto con l’amaro in bocca e nonostante i lunghi anni di silenzio, nessuno lo ha dimenticato.

Certo, qualche cinico ironizzando sulla decandenza del successo cui tutti i personaggi famosi devono rispondere, ha detto “Ma perché era ancora vivo?”

Si, Gene Wilder era ancora vivo, e lo sarà sempre.