Belgio, Re Filippo chiede scusa per le ferite coloniali in Congo



Belgio
Immagine da Pixabay

Per la prima volta nella storia, il Re del Belgio, Filippo, ha espresso rammarico per le vicende in Congo. Ha inviato una lettera al presidente del Paese

Delle parole storiche, che rappresentano un vero e proprio cambiamento nelle istituzioni e nei rapporti tra due nazioni che finora erano state divise dal passato. Infatti, Re Filippo del Belgio ha pronunciato degli epiteti storici, contenuti in una lettera inviata al presidente della Repubblica Democratica del Congo, Félix Tshisekedi. Oggi si celebra la giornata che festeggia 60 anni dall’indipendenza dello Stato africano. E, per la prima volta, un regnante ha rivisitato la propria storia coloniale facendo un mea culpa.

Al tempo dello Stato indipendente del Congo, quando il territorio era esclusiva di Re Leopoldo II, furono commessi atti di inaudita violenza e crudeltà.
Questi atti continuano a pesare sulla nostra memoria collettiva. Il periodo coloniale che seguì causò sofferenza e umiliazione. Io intendo impegnarmi a combattere tutte le forme di razzismo. Tengo a esprimere il mio più profondo rammarico per queste ferite del passato, il cui dolore è oggi alimentato dalle discriminazioni ancora presenti nelle nostre società.” Queste sono state le parole leggendarie di Re Filippo, che per la prima volta ha condannato il suo stesso Paese.

Il dibattito è stato inaspettatamente rilanciato dalla morte di George Floyd. L’episodio, infatti, ha gettato fango sul controverso ruolo di Leopoldo II, i cui comportamenti potrebbero essere definiti “razzisti”. Il Congo è da sempre uno dei più ricchi del continente africano tra miniere di diamanti, rame, uranio e altri minerali. Ma, da oggi in poi, a quanto pare, sembra regnare nuovamente la pace.

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