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In risposta all’Italicum Berlusconi pensa ad una lista unica tra le forze di destra, che si richiami al Partito Repubblicano, ma non sarà facile attuarla

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Data ormai per certa l’entrata in vigore della nuova legge elettorale dell’Italicum che, tra le altre cose, annulla le coalizioni, l’incubo per i partiti di centro-destra si concretizza: non potendo più concorrere assieme per andare al governo, il partito di Berlusconi lancia un’interessante proposta: unire tutte le forze dell’area di centro-destra in una lista unica, richiamandosi al Partito Repubblicano americano, contrapponendosi in tal modo ai democratici del PD.

La nuova legge dell’Italicum infatti rende sia la Lega Nord (ai sondaggi data al 14-15% circa) che Forza Italia (che nei vari sondaggi oscilla tra l’11-12%) irrilevanti per poter formare un governo, in grado soltanto di stare all’opposizione. Infatti, stando alle ultime rilevazioni demoscopiche, allo stato attuale nessun partito supera lo soglia del 40% per formare un governo, pertanto le future elezioni allo stato attuale prevedono anche un secondo turno, in cui al ballottaggio andrebbero il PD ed il M5S, ossia i due maggiori partiti italiani, quelli in grado di acquisire maggiori consensi.

Berlusconi italicum - meloni, toti, salvini
Alcuni esponenti dell’area di centro-destra: Giorgia Meloni, Giovanni Toti e Matteo Salvini

La contromossa di Berlusconi all’Italicum fortemente voluto da Matteo Renzi non si fa attendere: è il Partito Repubblicano. In tal modo, l’unione tra Forza Italia, Lega Nord, NCD, UdC, Fratelli d’Italia originerebbe una nuova “creatura” politica, che sarebbe potenzialmente in grado di competere con il Partito Democratico ed anche molto più “forte” del movimento di Beppe Grillo, che allo stato attuale, secondo molti sondaggi, è dato intorno al 20-23%.

Alla fondazione di questo nuovo soggetto politico, che inizialmente si presenterebbe molto probabilmente sotto forma di federazione di partiti, c’è chi esplicitamente si rifiuta di aderire: la Lega Nord, ad esempio. Matteo Salvini ha dichiarato pubblicamente di non avere l’intenzione di ripetere errori che già altri fecero, alludendo evidentemente ad Alleanza Nazionale quando si fuse nel PdL: anche in quell’occasione la Lega allora guidata da Bossi si rifiutò di partecipare al progetto. Inoltre, nell’area di centro-destra esiste anche una certa litigiosità fra il Nuovo Centrodestra di Alfano (attualmente forza di governo) e appunto la Lega Nord, che su molti temi è in netto contrasto con il governo, e dunque anche con Alfano.

Anche Giorgia Meloni ha detto di non voler aderire, se si riproporrà lo stesso identico schema: è già stato fatto un tentativo, con il PdL, che non ha funzionato. Tuttavia, non soltanto Forza Italia, ma anche gli altri partiti di centro-destra sanno benissimo che l’alleanza è una strada validissima per poter competere per un futuro governo, e al momento l’unica, secondo i sondaggi.

Pare dunque che non sarà facile assemblare il tutto in una sorta di “nuovo PdL”, ma ciò non esclude a priori che questo non avverrà.

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