29 Maggio 2020 - 10:00

Borsa di Milano: tutte le curiosità da conoscere

borsa

Cos’è la Borsa? Ce lo siamo chiesti almeno una volta nella vita, ammettiamolo. Ecco la risposta: La Borsa é un mercato finanziario, dove avvengono acquisti e vendite di titoli

La Borsa quindi non é un luogo fisico, ma un mercato di contrattazioni. Ovviamente, c’è anche un luogo fisico, dove si concentrano gli operatori impiegati nella gestione della Borsa.

Le Borse cominciarono a nascere per accogliere le varie esigenze finanziarie che partivano proprio dall’amministrazione degli affari commerciali: rappresentavano una sorta di spazio o luogo definito in cui i vari mercanti si riunivano. Giusto per farvi un’idea degli anni in cui dobbiamo collocarne la nascita, la borsa di Amsterdam sorse nel 1608 che fu la prima borsa in senso moderno, rispetto a quelle che enunceremo più giù. Ora, vi lasciamo una curiosità. Ma perché si utilizza il termine “Borsa”? Da dove è nato? Non ci crederete ma vi era una famiglia di natali veneziani che aveva come cognome Della Borsa. Questa famiglia si trasferì sin dal 1300 in Belgio, dove cominciarono a nascere le prime borse, proprio dal nome di questa famiglia, molto attiva nel campo.

La Borsa in Italia

La Borsa in italia ha fatto il suo debutto nel 1807, quando venne promulgato il codice di commercio francese. La borsa di Bologna venne fondata nel 1861 e, alcune prima altre dopo, nelle varie città nacquero le borse valori. Che cosa si scambiava nelle prime borse italiane? Le ferrovie dello Stato cominciarono ad emettere le prime azioni, e così abbiamo le prime azioni di sottoscrizione pubblica garantita e, a partire da queste, le varie industrie del settore fecero lo stesso. Vi erano, poi, dei mediatori tra Borsa e clienti. Si trattava, come erano chiamati allora, dei pubblici ufficiali di commercio che erano un po’ come i notai di oggi.

La Borsa di Milano

La Borsa italiana si chiama Borsa di Milano ed è conosciuta anche come Piazza Italia. Fu infatti istituita nel gennaio 1808, come Camera di Commercio di Milano, per volontà del vicerè del Regno d’Italia Eugenio di Beauharnais, un uomo di Napoleone.

Per tutto il 19esimo secolo le borse italiane (e quindi non solo quella di Milano) ospitavano gli scambi sia di merci che di valute e di titoli azionaria. Al listino meneghino il mercato delle merci e quello delle azioni societarie vennero separati nel 1913. Da poco più di 100 anni, quindi, è possibile catalogare quella di Milano tra le Borsa Valori, ossia tra quei mercati in cui si scambiano solo valori mobiliari.

Col tempo la borsa di Milano ha subito molti cambiamenti. Oggi è semplice seguire notizie di borsa e finanza online, ma fino a qualche anno fa la situazione era molto diversa. Fino ai primi anni 90 i titoli erano scambiati dai vari agenti di cambio con le grida, in particolari recinti (denominate “corbeilles”). Esattamente come nelle celebri scene del film “Una poltrona per 2”, film che ci propinano (ma che noi guardiamo sempre volentieri) ogni viglia di Natale. Si narra che a Milano le grida fossero accompagnate da gesti evocativi per ogni titolo trattato. Così le Generali erano caratterizzate dal saluto militare con la mano destra inclinata sulla fronte, le Fiat dal gesto di un volante e da quello di un clacson, le Toro dall’indice e dal mignolo alzati.

Nel 1994 si è chiuso il periodo delle grida e il mercato è diventato telematico. Le azioni sono scambiate in continua e su una piattaforma – appunto – telematica.Altra tappa di transizione molto importante è rappresentata dall’anno 1991 con la direttiva della Comunità Europea sull’intermediazione mobiliare e i servizi di investimento, che ha avviato il processo di privatizzazione dei mercati finanziari: la Borsa Valori di Milano era infatti, come tutte le altre Borse, un mercato pubblico, disciplinato da leggi dello Stato e regolamenti degli organi di controllo.

La legge n. 1 del 2 gennaio 1991 istituì il Consiglio di Borsa (operativo dal febbraio 1993), al quale erano affidate tutte le competenze organizzative, tecniche e consultive dei precedenti organi locali, mentre l’attività di vigilanza, gestione e organizzazione dei mercati era rimasta alla Consob.

Il Decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415 sancì, due anni dopo, il passaggio di consegne dell’attività di organizzazione e gestione dei mercati regolamentati dall’autorità pubblica all’impresa privata.

Il 7 febbraio 1997, il Consiglio di Borsa costituì la società Borsa Italiana S.p.A. con sede a Milano, il cui azionariato era composto da banche, Sim e altri intermediari e attori del mercato; contemporaneamente furono chiuse le preesistenti dieci Borse Valori (Milano, Roma, Trieste, Venezia, Napoli, Torino, Genova, Firenze, Bologna e Palermo) e gli scambi concentrati presso la sede di Milano.