Borse di
associazioneamuse.it

Una sorpresa davvero inaspettata per alcuni ragazzi che si sono visti recapitare, dopo diversi anni, le imposte sulle Borse di studio vinte, rimanendo vittima dell’ “incertezza applicativa” della tassazione

[ads1]

Potrebbe interessarti:

Ogni anno vengono distribuiti, agli studenti che possiedono alcuni rigidi prerequisiti, alcuni finanziamenti che coprano in parte o del tutto le spese degli studi: le Borse di Studio.

Borsa di
Foto LaPresse -ilfattoquotidiano.it

Questo tipo di finanziamenti, almeno in linea teorica, sarebbero esenti dalla tassazione IRPEF, ma esistono casi di “dubbia tassabilità” per quanto riguarda le sovvenzioni finanziate – del tutto o in parte – dal Fondo Sociale Europeo.

Ed è proprio a questo che si è appellata l’Agenzia delle Entrate, richiedendo alla Regione Puglia, in qualità di sostituto d’imposta, di applicare la ritenuta a titolo d’acconto dell’IRPEF ad alcuni beneficiari di Borse, inviando avvisi di accertamento per il recupero delle maggiori imposte sui contributi FSE percepiti e non dichiarati per l’annualità 2011. Come se non bastasse,  l’Agenzia delle entrate ha anche provveduto all’applicazione di sanzioni amministrative per “omessa e infedele dichiarazione”.

L’incongruenza nasce da una risposta che il Ministero del Lavoro ha dato nel 2011 a riguardo, stabilendo che il soggetto beneficiario dei finanziamenti doveva essere considerata la Regione e non gli assegnatari e che quindi l’Amministrazione poteva applicare la ritenuta sull’intero importo delle Borse, linea che il Ministero dell’economia mantiene tutt’ora.

Bisogna specificare che l’omessa dichiarazione dei contenuti FSE, è conseguente alla mancata indicazione dei detti contributi nei CUD/CU rilasciati dalla Regione, e che quindi questo tipo di errore sarebbe stato da imputare alla Regione stessa e non ai contribuenti, e soprattutto che le sanzioni non possono essere applicate in caso di obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione della norma tributaria.

La questione della Tassabilità IRPEF era stata già affrontata dalla Direzione Regionale Entrate della Regione Puglia che in risposta all’interpello proposto dalla Regione Puglia sulla questione delle Borse chiamate “Ritorno al futuro“, aveva stabilito la completa esenzione da qualsiasi forma di tassazione della quota di borsa studio rappresentativa dei fondi comunitari e quindi da quest’ultimi direttamente proveniente.

In risposta al Ministero dell’Economia e delle Finanze, è intervenuto il deputato M5S Cariello, che ha dichiarato…

… “Inaccettabile che il Ministero dell’Economia decida che i contribuenti debbano pagare l’Irpef sulle borse di studio dopo 6 anni dall’assegnazione (…) Molti giovani hanno percepito in passato borse di studio co-finanziate dal FSE e fu comunicato loro, dall’ente erogante, cioè la direzione regionale, che tali somme non prevedevano trattenute o decurtazioni di nessun genere in base all’articolo 80 del regolamento (CE) 1083/2006, interpretazione confermata da una sentenza della Corte di Giustizia Europea”.

Riguardo alle sanzioni Cariello, che si dichiara esterrefatto da un tale modus operandi, osserva che per colpa dell’incapacità di Ministeri ed enti locali di dialogare tra loro, vengono generati “presunti evasori fiscali” tra i cittadini che in realtà sono ignare vittime.

Il deputato M5S si fa portavoce, dunque, della richiesta al Ministero dell’Economia di emanare una circolare affinché l’Agenzia delle Entrate riformuli gli avvisi di accertamento in modo tale che i soggetti a cui era stata destinata la borsa non debbano pagare alcuna sanzione, e di chiarire in via definitiva il regime fiscale da applicare osservando che “questa incertezza applicativa, generata da contrastanti orientamenti dell’amministrazione, mina alla base il rapporto fra Stato e cittadini” .

[ads2]

Letture Consigliate