Brexit: che cosa prevede l’accordo con l’UE



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A sbloccare lo stallo sulla Brexit, è stata la questione che riguarda il confine doganale con l’Irlanda. Johnson ha accettato un compromesso con l’UE

Finalmente, un altro duro periodo è concluso. Ieri in mattinata, dopo serrati negoziati, il premier inglese Boris Johnson ha raggiunto un accordo con il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Ora si attende la ratifica, sabato, da parte del Parlamento britannico, anche perché i laburisti, i nazionalisti scozzesi, il partito nordirlandese DUP e i Lib Dem restano contrari all’intesa raggiunta. Questo accordo, però, suona più come una sorta di vero e proprio compromesso.

Esso, infatti, si differenzia da quello ottenuto in vari aspetti. Nell’accordo May era previsto il “backstop”, ovvero la clausola voluta dall’UE per cui il Regno Unito sarebbe rimasto interamente nell’unione doganale UE. Soprattutto, sarebbe rimasto nel mercato unico europeo fino a quando non si sarebbe trovata una soluzione sul confine irlandese post Brexit. Dunque, potenzialmente, anche all’infinito, senza possibilità di rescissione unilaterale. Questo aveva suscitato la rivolta di decine di ribelli conservatori brexiter, perché il Regno Unito sarebbe rimasto in un limbo per un tempo indefinito.

Il nuovo accordo firmato da Boris Johnson, in realtà, è una “vecchia” soluzione prevista già da Theresa May. Si tratta di una sorta di “backstop” applicato soltanto all’Irlanda del Nord. Quest’ultima passa “de jure” nell’unione doganale britannica e dunque in teoria esce dall’UE come il resto del Regno Unito. Di fatto, però, resta “incastrata” nelle regole del mercato unico per altri quattro anni.

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