Carne rossa: quando fa bene e quando no. Ecco alcuni miti da sfatare

Mangiare la carne rossa fa bene o fa male? Ecco alcuni miti da sfatare su questo alimento tanto discusso negli ultimi tempi

La carne rossa, in questi ultimi tempi, è uno degli alimenti più discussi.

In Italia, infatti, ci sono stati bruschi cali di consumo che solo nell’ultimo periodo stanno crescendo nuovamente, seppur lentamente. Intorno alla carne rossa c’è molta confusione ed i motivi sono vari:

l’ Agenzia internazionale per la ricerca sul Cancro (AIRC), ha classificato quella «rossa» come «probabilmente cancerogena» e quella rossa lavorata (salumi e insaccati) come cancerogena.

Naturalmente queste motivazioni hanno spinto molti italiani a cambiare stile alimentare: di certo non siamo diventati tutti vegetariani, ma preferiamo mangiare carne soltanto poche volte alla settimana, per non dire una.

Per una maggiore informazione su questo argomento, la Coldiretti ha organizzato a Torino il “Bistecca Day” (che si è svolto ieri, 15 Giugno 2018) , letteralmente “Giornata Internazionale Della Bistecca”.

Durante il “Bistecca Day”, esperti, cuochi, allevatori e nutrizionisti hanno “aiutato” i consumatori ,attraverso incontri e iniziative , a fare scelte più consapevoli quando si è a tavola.

Ma mangiare carne rossa fa bene o fa male?

Di seguito riporteremo alcune parole della nutrizionista Valentina Schirò, specialista in scienze dell’alimentazione.

«Un consumo eccessivo di carne rossa, in particolare di quelle lavorate come i salumi – spiega la nutrizionista – aumenta la probabilità di sviluppare patologie come il diabete, l’obesità, e favorisce l’insorgenza di alcuni tipi di tumori soprattutto a livello dell’apparato gastrointestinalemammario e prostatico e dell’endometrio.
Inoltre, le carni rosse contengono la carnitina ed un eccesso di questo composto azotato riduce la capacità dell’organismo di utilizzare il colesterolo favorendo l’insorgenza dell’aterosclerosi».

Ma attenzione, se gli eccessi della carne  sono pericolosi per la salute, un consumo moderato invece ne riduce il rischio.

La carne contiene proprietà benefiche per il nostro organismo, come le proteine di elevato valore biologico, vitamina B12 e ferro.

Quale carne è preferibile scegliere?

La nutrizionista Valentina Schirò, per un’intervista a Vanity Fair, ha spiegato che tutti i tipi di carne hanno un contenuto proteico pari al 20% ma un apporto calorico diverso. Il contenuto di grassi varia sia in base al tipo di animale, ma anche in base al modo in cui esso è stato allevato.

Per intenderci: gli animali che pascolano, crescono liberi e si nutrono di erba hanno una carne meno grassa, rispetto a quelli che vengono allevati in allevamenti e che provengono da altri paesi. Bisogna puntare sempre verso una scelta di qualità, made in Italy e biologica!

Al momento dell’acquisto bisogna fare sempre attenzione all’etichetta: è giusto accertarsi sul Paese in cui è avvenuta la crescita, l’allevamento e il modo in cui è stato macellato e selezionato.

Altre informazioni aggiuntive che si possono trovare sono la razza (Piemontese, Chianina, eccetera), età dell’animale e la categoria merceologica.

Quante volte bisogna consumarla alla settimana e come è meglio cucinarla?

Come spiega l’esperta: «L’ideale è consumare mediamente una porzione da cento grammi a settimana di carne rossa».

Per quanto riguarda la cottura: la piastra e/o la bollitura sono consigliabili rispetto al forno e al barbecue.

Questa seconda opzione «può favorire la formazione di molecole potenzialmente dannose per la salute, soprattutto nella crosta bruciacchiata»

Morale della favola? La carne fa bene solo quando è consumata in maniera moderata, con la giusta cottura e con il dovuto contorno sano (come per esempio lattuga, agrumi e kiwi).