salvini meloni Enrico Lucci
screen da youtube

A Cartabianca, Matteo Salvini è stato sonoramente attaccato da Enrico Lucci. Il giornalista ha ricordato le sue responsabilità nel Governo

Matteo Salvini, ormai, è sull’orlo del tracollo. E sembra che il suo nuovo nemico giurato abbia capito perfettamente come pungolarlo e metterlo alle corde. Non bastavano solamente i sondaggi in continua involuzione (con la Lega che ormai è arrivata nuovamente alle percentuali che aveva prima del primo Governo Conte), ma stavolta anche dal punto di vista giornalistico gli attacchi si sono fatti molto più concreti e diretti. Per la seconda volta, infatti, nel giro di pochi giorni, Enrico Lucci ha messo alle corde il leghista.

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E, paradossalmente, non è bastato nulla di così eclatante, per ricordargli le proprie responsabilità. Alla fine, è bastato solamente far presente che è lui uno degli artefici stessi del Governo Draghi e che lui per primo (insieme a Matteo Renzi) ha spinto per questa soluzione di comodo. Insomma, la mossa di escludere Giuseppe Conte dai giochi per tornare al potere si sta, pian piano, ritorcendo contro il segretario del Carroccio. Enrico Lucci ha spiegato al segretario del Carroccio i motivi per i quali è rischioso riaprire i ristoranti anche a cena. Inoltre, gli ha anche chiesto anche di fare una road map sui ristori dopo la chiusura degli impianti sciistici e per i ristoratori. Questo è bastato per ammutolirlo completamente ed evidenziare la più tragica delle verità.

Siamo, infatti, davanti ad un chiacchierone che predica e professa, ma che a conti fatti non saprebbe minimamente come gestire un Paese. Non è un caso che il neo-premier Mario Draghi non l’abbia minimamente chiamato in causa finora e che stia gestendo i punti critici del Paese praticamente da solo, senza l’ausilio di nessuno. Insomma, i piani di grandezza del buon Matteo Salvini si infrangono qui, di fronte alle verità di Enrico Lucci. Di fronte al giornalismo che fa il suo dovere.

Un compito semplice, ma mai eseguito

Eppure, a pensarci per bene, lo stesso Enrico Lucci non ha fatto nulla di eclatante. Ha semplicemente svolto un compito da giornalista: raccogliere dichiarazioni, confutarle e poi esporre la verità dei fatti. Un esempio che molti cronisti dovrebbero seguire. E tutto raccolto in una domanda che potrebbe, ai più, sembrare banale, ma che in realtà ha avuto un effetto devastante. La domanda è questa: “Ma se si riapre, diciamo, laddove il problema è più contenuto non si ricrea il problema dopo una settimana? Perché abbiamo visto che la settimana successiva alle riaperture ri-succede il casino un’altra volta.
Domanda che ha creato un corto-circuito nelle risposte pre-confezionate del “Capitano”.

Una tecnica, a conti fatti, semplice, che implica semplicemente mettere Matteo Salvini davanti alla verità. Eppure, perché nessun altro finora ha svolto questo compito? O quantomeno nessun altro giornalista? Perché una lezione simile, il leader del Carroccio, la prese, con stile e sobrietà, alla fine del primo Governo Conte, proprio dell’ex premier stesso. Tutti ricordano quel pomeriggio alla Camera, dove Giuseppe Conte sostanzialmente distrusse, con eleganza e raffinatezza, la dialettica del “povero” Matteo. Ma un politico che viene distrutto da un giornalista e per controbattere si ripara nei soliti luoghi comuni e nei soliti elenchi infiniti senza senso di cose fatte, non fatte e da fare che valenza può avere, all’interno di un circuito politico? Questo è il vero punto: se Giorgia Meloni, pian piano, sta acquistando sempre più punti all’interno dell’elettorato di destra, è anche e soprattutto perché non si presta a questi giochi che potrebbero metterla in imbarazzo.

Una strategia conservativa, sicuramente molto più facile, ma anche molto più sicura e che sta dando i frutti in termini di sondaggi e numeri. E che, a breve, cancellerà definitivamente il Capitano, costretto a regalare lo scettro. Gli elenchi, stavolta, non lo salveranno.

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