charlie hebdo

Uomini incappucciati e vestiti di nero sono penetrati nella sede del Charlie Hebdo, giornale satirico francese, e hanno aperto il fuoco con dei kalashnikov al grido di “Allah akbar”

[ads2] Un commando armato di kalashnikov ha fatto irruzione nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo ed è stata una strage: il bilancio è di 12 morti, tra cui anche il direttore Charbonnier e i tre vignettisti WolinskiCabutVerlhac; otto i feriti, di cui quattro gravissimi.

Ad aprire il fuoco nella sede del giornale satirico francese, noto per il suo stile ironico e provocatorio, sono stati tre uomini incappucciati e vestiti di nero.

Al momento dell’irruzione, i tre assalitori hanno gridato “Allah akbar”: lo testimoniano le immagini della strage; secondo il presidente francese François Hollande si è trattato di un vero e proprio attentato terroristico.

I tre uomini armati sono poi fuggiti, aggredendo un automobilista e impossessandosi della sua auto.Charlie Hebdo

Nel 2006 il Charlie Hebdo suscitò polemiche pubblicando una serie di caricature del profeta Maometto.

Nel novembre 2011 la sede del settimanale fu distrutta da un incendio provocato dal lancio di una molotov. L’attentato, che non provocò vittime, avvenne nel giorno in cui era stata annunciata l’uscita di un numero speciale dedicato alla vittoria elettorale degli islamisti in Tunisia. “Maometto direttore responsabile di Charia Hebdo”, si leggeva su un comunicato stampa che annunciava il numero, con un gioco di parole sulla legge islamica.

Charlie Hebdo era tornato alla ribalta nel 2012, quando aveva pubblicato nuove vignette satiriche sul profeta dell’Islam, tra cui uno che raffigurava Maometto nudo, steso sul letto, che ripete la battuta cult di Brigitte Bardot nel film “Il disprezzo”: “E il sedere? Ti piace il mio sedere?”.

L’ultimo messaggio sul web di Charlie Hebdo è stata una vignetta sul leader dello Stato Islamico, Abu Bakr al-Baghdadi: nell’immagine si vede il califfo augurare “buon anno” e “buona salute” a tutti.

Intanto, sale il livello di allerta anche a Roma. Secondo quanto si è appreso dalle forze dell’ordine, sono stati potenziati i servizi di vigilanza agli obiettivi sensibili nella capitale e c’è particolare attenzione verso le redazioni giornalistiche.