Come sfiatare i termosifoni: passaggi e pressione della caldaia
In sintesi. Per sfiatare i termosifoni bisogna spegnere il riscaldamento, aspettare che i radiatori si raffreddino e aprire la valvola di sfiato in senso antiorario di un quarto di giro, al massimo mezzo. Quando esce solo acqua senza bolle, la valvola va richiusa senza stringere. Infine si controlla la pressione della caldaia: a impianto freddo di solito 1-1,5 bar, secondo il libretto.
I punti chiave
- La valvola di sfiato del termosifone va aperta in senso antiorario di un quarto di giro, al massimo mezzo giro, e richiusa quando esce solo acqua senza bolle.
- Secondo Engie, se i termosifoni erano accesi da poco, bisogna attendere almeno un’ora dallo spegnimento della caldaia prima di sfiatarli.
- Altroconsumo indica per la caldaia una pressione di 1-1,5 bar a impianto freddo, mentre Engie, Sorgenia e Irsap indicano 1-2 bar.
- Secondo Vaillant, se la pressione della caldaia supera i 2 bar è opportuno sfiatare un radiatore.
- Con il riscaldamento centralizzato in condominio, lo sfiato dei termosifoni va concordato con chi gestisce l’impianto, perché uno sfiato isolato può far scendere la pressione di tutto il circuito.
Per sfiatare i termosifoni spegni il riscaldamento e aspetta che si raffreddino. Metti un recipiente sotto la valvola di sfiato e aprila in senso antiorario di un quarto di giro, al massimo mezzo. Quando esce solo acqua, senza bolle, richiudila senza stringere troppo. Alla fine controlla la pressione della caldaia: a impianto freddo il valore indicato è di solito tra 1 e 1,5 bar, ma fa fede il libretto.
Perché bisogna sfiatare i termosifoni?
Dentro i termosifoni a volte si formano bolle d’aria che impediscono di scaldare bene la stanza. Secondo Engie, l’aria rimasta nei radiatori ostacola la circolazione dell’acqua e può far salire la pressione della caldaia.
L’aria può entrare nelle tubature anche dopo riparazioni, rabbocchi o lavori sulla caldaia. Il momento consigliato per lo sfiato è prima di accendere l’impianto per la stagione, oppure subito dopo l’accensione.
Dove si trova la valvola di sfiato?
Nella maggior parte delle indicazioni la valvola di sfiato sta nella parte alta del termosifone, su uno dei due lati, perché l’aria si accumula in alto. Vaillant precisa che di solito si trova sul lato opposto rispetto al termostato.
Non tutte le fonti concordano: Engie la colloca sul lato opposto o in basso. Se non la vedi subito, controlla prima gli angoli superiori del radiatore, poi il resto.
Che tipo di valvola hai?
| Tipo di radiatore o valvola | Come si elimina l’aria |
|---|---|
| Valvola manuale | A mano, con la chiavetta per termosifoni o un piccolo cacciavite a taglio |
| Valvola con rotellina (caloriferi più recenti) | Si gira la rotellina, che sostituisce la chiavetta |
| Valvola automatica | Il radiatore elimina da solo l’aria in eccesso |
| Modelli datati, ad esempio in ghisa, senza valvola | Intervento più complesso: secondo Acea va individuato il bullone di sfiato, di solito accanto alla valvola termostatica |
Cosa serve
- Una chiave per termosifoni oppure un piccolo cacciavite a taglio, a seconda della valvola. La chiavetta di solito viene consegnata quando si installa l’impianto, altrimenti si compra in ferramenta.
- Un contenitore per raccogliere l’acqua, come un secchio o una bacinella.
- Uno straccio o un panno.
Come si sfiata un termosifone, passo per passo
- Spegni il riscaldamento, così l’acqua smette di circolare. Non conviene lavorare sul radiatore mentre nell’impianto scorre acqua calda.
- Aspetta che i termosifoni si raffreddino. Se erano accesi da poco, Engie indica di attendere almeno un’ora dallo spegnimento della caldaia.
- Apri completamente le valvole termostatiche di tutti i radiatori, portando la manopola sul numero massimo: così l’aria esce più facilmente.
- Appoggia un panno alla parete per proteggerla dagli schizzi.
- Metti il secchio direttamente sotto la valvola di sfiato.
- Gira piano la chiavetta in senso antiorario: di solito basta un quarto di giro, al massimo mezzo. Quando l’aria comincia a uscire senti un sibilo.
- Aspetta che il sibilo smetta e che esca solo acqua, con un flusso costante e senza gorgoglii.
- Richiudi la valvola ruotandola in senso orario, con delicatezza: stringerla troppo può danneggiarne il meccanismo. Non serve far uscire altra acqua.
- Ripeti la procedura sugli altri termosifoni che mostrano segni di aria accumulata.
- Se hai un impianto autonomo, controlla la pressione sul manometro della caldaia.
- Se la pressione è troppo bassa, aggiungi acqua all’impianto seguendo il libretto della caldaia. Vaillant indica di farlo ruotando la manopola del manometro come descritto nelle istruzioni.
Quanto bisogna aprire la valvola?
Poco. Un quarto di giro in genere basta, mezzo giro è il massimo. Aprire più del necessario fa solo uscire più acqua, e meno acqua perdi, meno pressione togli alla caldaia.
Da quale termosifone si comincia?
Le indicazioni sono opposte. Hera suggerisce di partire dai radiatori più vicini alla caldaia e allontanarsi man mano. OBI, per le case su più piani, consiglia di cominciare da quelli dei piani superiori e scendere verso quelli più vicini alla caldaia. Non esiste quindi un ordine unico valido per tutti gli impianti.
Che pressione deve avere la caldaia dopo lo sfiato?
Dipende dal modello, e le fonti danno valori diversi. Il riferimento resta sempre il libretto della propria caldaia. Ecco le indicazioni raccolte a ottobre 2026:
| Fonte | Valore indicato | Note |
|---|---|---|
| Altroconsumo | 1 – 1,5 bar | A impianto freddo, in base all’impianto e al produttore |
| Vaillant | 1,2 – 1,5 bar oppure 1 – 1,5 bar | Due valori diversi in due pagine diverse |
| Engie, Sorgenia, Irsap | 1 – 2 bar | Senza distinguere tra impianto caldo e freddo |
Se la pressione è troppo bassa
Sotto i valori indicati la caldaia può andare in blocco. A volte una pressione bassa è anche il segnale di una perdita d’acqua dall’impianto o dai caloriferi: se continua a scendere, conviene far controllare l’impianto da un tecnico.
Se la pressione è troppo alta
Per Vaillant, sopra i 2 bar è opportuno sfiatare un radiatore. In un’altra pagina lo stesso produttore aggiunge che, se la pressione resta troppo alta, bisogna intervenire sul vaso di espansione o chiamare un tecnico.
Gli errori da evitare
- Sfiatare con l’impianto acceso o il termosifone caldo. Lo spurgo va fatto sempre a riscaldamento spento e radiatore freddo.
- Far uscire troppa acqua. È l’errore più comune: la pressione della caldaia crolla sotto i limiti.
- Stringere troppo la valvola. Si rischia di rovinarne il meccanismo.
- Dimenticare la caldaia. Dopo lo sfiato la pressione va ricontrollata e, se serve, riportata al valore del libretto.
Quanto bisogna aspettare prima di sfiatare?
Anche qui le fonti non coincidono. Engie e Sorgenia parlano di circa un’ora dallo spegnimento. Hera ritiene sufficiente che i termosifoni siano completamente freddi, o almeno tiepidi al tatto. In pratica: tocca il radiatore prima di aprire la valvola.
Il termosifone resta freddo anche dopo lo sfiato: perché?
Se l’aria è uscita ma il radiatore non scalda, le cause possibili indicate sono due. La prima è la valvola termostatica bloccata o difettosa, inceppata in posizione chiusa. La seconda è la pressione della caldaia troppo bassa, se non è stata ripristinata dopo lo sfiato.
Controlla prima il manometro della caldaia, che è la verifica più semplice. Se la pressione è nella norma e il termosifone resta freddo, il problema potrebbe essere la valvola: in quel caso serve un tecnico.
E con il riscaldamento centralizzato in condominio?
Con l’impianto centralizzato non puoi fermare né ricaricare la centrale da solo, quindi il momento dello sfiato va concordato con chi gestisce l’impianto. Uno sfiato isolato può far scendere la pressione di tutto il circuito, e il manutentore potrebbe dover intervenire per ripristinarlo.
Su chi debba occuparsene, i tribunali si sono espressi con esiti diversi: in un caso è stato stabilito che il condomino non può essere obbligato a sfiatare i termosifoni. Per questioni specifiche sul proprio condominio vale il parere dell’amministratore o di un legale. In ogni caso, prima di intervenire conviene avvisare l’amministratore.
Domande frequenti
Quanto bisogna aprire la valvola per sfiatare il termosifone?
Per sfiatare un termosifone basta aprire la valvola di sfiato in senso antiorario di un quarto di giro, al massimo mezzo giro. Aprirla di più fa solo uscire più acqua e fa scendere la pressione della caldaia.
Che pressione deve avere la caldaia dopo aver sfiatato i termosifoni?
Altroconsumo indica 1-1,5 bar a impianto freddo, mentre Engie, Sorgenia e Irsap indicano 1-2 bar. Il valore corretto dipende dal modello di caldaia e il riferimento resta sempre il libretto del produttore.
Quanto tempo bisogna aspettare prima di sfiatare i termosifoni?
Engie e Sorgenia indicano di attendere circa un’ora dallo spegnimento del riscaldamento. Secondo Hera basta che i termosifoni siano completamente freddi o almeno tiepidi al tatto.
Perché il termosifone resta freddo anche dopo averlo sfiatato?
Un termosifone che resta freddo dopo lo sfiato può avere la valvola termostatica bloccata in posizione chiusa, oppure la caldaia può avere una pressione troppo bassa. Se il manometro della caldaia indica una pressione nella norma, il problema potrebbe essere la valvola e serve un tecnico.
Si possono sfiatare i termosifoni da soli con il riscaldamento centralizzato?
Con il riscaldamento centralizzato in condominio lo sfiato dei termosifoni va concordato con chi gestisce l’impianto, perché uno sfiato isolato può far scendere la pressione di tutto il circuito. Prima di intervenire conviene avvisare l’amministratore di condominio.
Fonte: Vaillant Italia (produttore di caldaie): guida allo sfiato · Vaillant Italia: caldaia in blocco · Vaillant Italia: caldaia che fa rumore · Irsap (produttore di radiatori) · Altroconsumo · Hera Comm · Engie Italia: come sfiatare i termosifoni · Engie Italia: pressione della caldaia · Acea Energia · Vivi Energia · OBI Italia · Quotidiano del Condominio · CondominioWeb: sentenza della Corte d’Appello di Genova · CondominioWeb: il condomino non deve sfiatare · Ecocalcolo · Covalsa

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