24 Ottobre 2026 - 18:12

Come togliere la muffa dai muri di casa e non farla tornare

In sintesi. Una macchia di muffa sui muri di casa sotto 0,5 m² si può togliere da soli con alcol almeno al 70%, isopropanolo o un prodotto antimuffa specifico, indossando guanti, occhiali e mascherina. Oltre circa 0,9 m², secondo l’agenzia statunitense EPA, serve un professionista. La muffa ricompare se non si eliminano umidità, condensa, infiltrazioni o scarsa aerazione.

I punti chiave

  • La soglia oltre la quale la muffa sui muri va affidata a un professionista è di 0,5 m² per l’esperto intervistato da Ingenio e di circa 0,9 m² (10 piedi quadrati) per l’EPA, l’agenzia statunitense per l’ambiente.
  • Suva, l’istituto svizzero di assicurazione contro gli infortuni, indica per togliere la muffa alcol almeno al 70%, isopropanolo oppure prodotti specifici antimuffa.
  • Secondo Microbiologia Italia la muffa trova condizioni ideali con temperature tra 15 e 25 °C e umidità relativa sopra il 60-65%.
  • Le aziende Velux (40-60%), Irsap (45-55%) e Diasen (30-60%) indicano valori diversi di umidità relativa in casa. La fascia comune a tutte e tre è 45-55%.
  • Regione Lombardia indica cinque cause di fondo della muffa in casa: condensa, ponti termici, risalita capillare, infiltrazioni e cattiva gestione energetica dell’abitazione.

Una macchia di muffa piccola si può togliere da soli. Si usa alcol almeno al 70%, isopropanolo o un prodotto specifico, dopo aver indossato guanti, occhiali e mascherina. La muffa però torna se non si elimina la causa: umidità, condensa, infiltrazioni o poca aerazione. Se la chiazza è estesa o nasce da danni d’acqua importanti, serve un professionista.

Perché la muffa compare sui muri, soprattutto in autunno

Le muffe sono funghi microscopici. Producono spore, piccole particelle che si disperdono nell’aria soprattutto in estate e in autunno, come spiega il Ministero della Salute nell’opuscolo «Umidità e muffe». Per l’EPA, l’agenzia statunitense per l’ambiente, nessuna muffa cresce senza acqua o umidità: in casa si sviluppa quando le spore si posano su superfici bagnate.

I punti più a rischio sono i luoghi caldi, umidi e poco ventilati, come gli angoli del bagno o la tenda della doccia. Lo sono anche gli ambienti poco illuminati, come cantine e pareti esposte a nord. La muffa attacca anche materiali umidi, mobili in legno, tappeti, moquette e umidificatori o condizionatori senza manutenzione.

Secondo Microbiologia Italia, le condizioni ideali per la muffa sono temperature tra 15 e 25 °C con umidità relativa sopra il 60-65%. Le zone critiche indicate sono gli angoli delle pareti esterne, il retro degli armadi e i bagni.

Le cause di fondo, secondo Regione Lombardia, sono cinque: condensa, ponti termici, risalita capillare, infiltrazioni e una cattiva gestione energetica della casa.

Posso togliere la muffa da solo? Dipende da quanto è estesa

Il primo passo è misurare a occhio la macchia. Le fonti però non indicano la stessa soglia per il fai-da-te.

FonteSoglia oltre la quale chiamare un professionista
EPA (Stati Uniti)Circa 10 piedi quadrati, cioè una chiazza di circa 3×3 piedi: poco meno di 1 m² (circa 0,9 m²)
Esperto intervistato da Ingenio0,5 m²

In pratica: sotto mezzo metro quadrato tutte le fonti consultate considerano possibile il fai-da-te. Tra 0,5 e circa 0,9 m² i pareri divergono. Oltre questa soglia conviene affidarsi a un professionista.

Cosa serve

  • Protezioni: per i lavori domestici Viessmann consiglia di usare preferibilmente una mascherina. Per la pulizia dopo un’alluvione l’EPA raccomanda almeno un respiratore N-95, occhiali e guanti.
  • Prodotto per la pulizia: Suva, l’istituto svizzero di assicurazione contro gli infortuni, indica alcol almeno al 70%, isopropanolo oppure prodotti specifici antimuffa.
  • Superfici asciutte: prima di intervenire, perdite e problemi d’acqua vanno risolti.

I costi di prodotti e protezioni non compaiono nelle fonti consultate.

Come togliere la muffa dal muro: i passaggi

  1. Valuta l’estensione della macchia. Se supera le soglie indicate sopra, fermati e contatta un professionista.
  2. Ripara il prima possibile perdite e altri problemi d’acqua, come indica l’EPA.
  3. Fai asciugare completamente le superfici interessate.
  4. Indossa mascherina, occhiali e guanti.
  5. Rimuovi la muffa con alcol almeno al 70%, isopropanolo o un prodotto specifico.
  6. Elimina i materiali danneggiati in modo irrecuperabile.
  7. Tratta le superfici rimaste e lasciale asciugare del tutto.
  8. Correggi la causa dell’umidità e, se serve, migliora ventilazione e isolamento.

Una precisazione: per l’EPA la muffa può lasciare danni estetici. Non sempre la parete o l’oggetto tornano com’erano, anche dopo una pulizia ben fatta.

Candeggina, acqua ossigenata e rimedi casalinghi: cosa dicono le fonti

Su questo punto le fonti non sono d’accordo. Per l’esperto intervistato da Ingenio, candeggina e acqua ossigenata sono soluzioni solo temporanee: eliminano la muffa che toccano ma non lasciano alcuna protezione sulla superficie. Un’impresa di risanamento, Artes, suggerisce invece la candeggina diluita in proporzione 1:10.

Sui rimedi casalinghi in generale c’è un punto fermo: tolgono la muffa che si vede, ma questa tornerà se umidità e condensa restano.

Le indicazioni ufficiali italiane sull’uso dei prodotti antimuffa e sulle sostanze da non mescolare non sono state trovate in questa ricerca: prima dell’uso conviene leggere con attenzione l’etichetta del prodotto.

Come evitare che la muffa torni

Togliere la macchia non basta. Regione Lombardia indica tre leve per la prevenzione: ventilazione adeguata, isolamento corretto e manutenzione degli impianti. Se la muffa c’è già, aggiunge pulizie specifiche, deumidificatori o interventi strutturali mirati.

Nella vita di tutti i giorni, le fonti suggeriscono queste abitudini:

  1. Apri le finestre per 5-10 minuti più volte al giorno, meglio se crei corrente tra due lati della casa.
  2. Lascia almeno 5-10 cm tra armadi e pareti fredde, così l’aria circola anche sul retro.
  3. Evita tappeti e moquette in bagno, cucina e lavanderia, come raccomanda l’opuscolo del Ministero della Salute.
  4. Non lasciare i vestiti stesi a lungo in stanze chiuse e poco ventilate.
  5. Fai la manutenzione di umidificatori e condizionatori.

Se la muffa in bagno continua a tornare

Per l’EPA, in bagno di solito bastano più ventilazione, con la ventola accesa o la finestra aperta, e pulizie più frequenti.

Quanta umidità ci dovrebbe essere in casa

Una fonte ufficiale italiana con un valore preciso non è stata trovata. Le indicazioni disponibili vengono da aziende del settore e non coincidono, a ottobre 2026:

Fonte (azienda)Umidità relativa indicata
Velux40-60%
Irsap45-55%
Diasen30-60%

Il valore comune a tutte e tre è la fascia tra 45 e 55%. Ricorda che, secondo i dati citati sopra, la muffa trova condizioni ideali sopra il 60-65%.

Quando chiamare un professionista

L’EPA elenca i casi in cui il fai-da-te non è indicato:

  • muffa più estesa di circa 10 piedi quadrati (circa 0,9 m²);
  • danni d’acqua importanti;
  • danni causati da acque di scarico o comunque contaminate;
  • problemi di salute: in questo caso va sentito prima un medico.

Anche Suva consiglia un professionista quando la muffa è estesa. Se c’è un danno strutturale, come infiltrazioni o ponti termici, la soluzione passa da interventi su isolamento e ventilazione.

La muffa fa male alla salute?

Secondo il Ministero della Salute, in una frase riportata da un sito terzo, l’esposizione a muffe e umidità in casa è associata a più sintomi respiratori, asma e danni alla funzione respiratoria. Chi ha disturbi o patologie respiratorie dovrebbe confrontarsi con il proprio medico prima di intervenire da solo.

Errori da evitare

  • Ripitturare subito. Un’impresa di risanamento, quindi una fonte di parte, avverte di non coprire la parete con la pittura prima di aver risolto la causa dell’umidità.
  • Accendere un impianto sospetto. Se pensi che il riscaldamento o il climatizzatore siano contaminati, per l’EPA non vanno accesi: potrebbero diffondere la muffa in tutta la casa.
  • Pulire senza asciugare. Se la superficie resta umida, le spore trovano di nuovo le condizioni per crescere.
  • Fermarsi alla macchia. Senza intervenire su condensa, infiltrazioni o aerazione, la muffa ricompare.

Se vivi in affitto

Suva consiglia a chi è in affitto di sentire l’amministrazione e il proprietario prima di intervenire su una muffa estesa. La sua guida però è svizzera. In Italia chi paga la bonifica, in affitto o in condominio, e cosa prevede il contratto vanno verificati caso per caso, eventualmente con un professionista.

Dove trovare le indicazioni ufficiali

Il Ministero della Salute ha pubblicato l’opuscolo «Umidità e muffe» in PDF, datato 16 dicembre 2015. Si trova nella sezione «Opuscoli e poster» dedicata agli agenti inquinanti dell’aria indoor. Regione Lombardia mette a disposizione sul proprio sito una mini-guida in PDF intitolata «Muffe indoor». I link alle fonti sono in fondo all’articolo.

Domande frequenti

Come si toglie la muffa dal muro di casa?

Prima si riparano le perdite d’acqua e si fa asciugare completamente la parete. Poi, con mascherina, occhiali e guanti, si rimuove la muffa con alcol almeno al 70%, isopropanolo o un prodotto antimuffa specifico, come indica l’istituto svizzero Suva. Infine va corretta la causa dell’umidità, altrimenti la muffa ricompare.

La candeggina toglie la muffa dai muri?

Le fonti non sono d’accordo sull’uso della candeggina contro la muffa. Per l’esperto intervistato da Ingenio, candeggina e acqua ossigenata sono soluzioni solo temporanee, perché non lasciano protezione sulla superficie. L’impresa di risanamento Artes suggerisce invece la candeggina diluita in proporzione 1:10.

Quanta umidità ci deve essere in casa per evitare la muffa?

Una fonte ufficiale italiana con un valore preciso di umidità domestica non è stata trovata. Le aziende Velux, Irsap e Diasen indicano valori diversi, ma la fascia comune a tutte e tre è tra 45 e 55% di umidità relativa. Secondo Microbiologia Italia la muffa trova condizioni ideali sopra il 60-65%.

Quando bisogna chiamare un professionista per la muffa?

L’EPA, l’agenzia statunitense per l’ambiente, sconsiglia il fai-da-te quando la muffa supera circa 0,9 m², quando ci sono danni d’acqua importanti o danni causati da acque di scarico o contaminate. In caso di problemi di salute va sentito prima un medico.

La muffa in casa fa male alla salute?

Secondo il Ministero della Salute, in una frase riportata da un sito terzo, l’esposizione a muffe e umidità in casa è associata a più sintomi respiratori, asma e danni alla funzione respiratoria. Chi ha disturbi respiratori dovrebbe sentire il proprio medico prima di togliere la muffa da solo.

Fonte: Ministero

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