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Usa primo Paese per numero di decessi legati al Covid-19. Intanto aumentano le mutazioni del virus, quella inglese è la più letale

L’epidemia di Covid-19 non si ferma, anzi la sfida raddoppia. Nel mondo infatti iniziano ad insidiarsi varie mutazioni del virus, le varianti più preoccupanti attualmente sono quella inglese, sudafricana e brasiliana. Anche i vaccini, di questo passo, dovranno adeguarsi alle nuove mutazioni affinché l’antidoto sia efficace.

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Gli Usa continuano ad essere il Paese dove si registrano più decessi a causa del Covid-19. Si contano circa 450.681 vittime a fronte di un totale di 26.554.792 casi di contagio. Gli Stati Uniti intanto puntano sulla vaccinazione, a breve infatti potrebbe arrivare l’autorizzazione del vaccino Jhonson & Jhonson. Implementare i ritmi della vaccinazione è l’obbiettivo a cui sta lavorando la Casa Bianca. “Per uscire definitivamente dall’emergenza bisognerà vaccinare tra il 70 e l’85% della popolazione. Molto però dipenderà dalle varianti del virus”. Dichiara Anthony Fauci.

La Germania invece ha registrato nelle ultime 24 ore circa 14.211 casi di coronavirus e 786 morti. Numeri abbastanza incoraggianti perché più bassi rispetto ai dati registrati nelle scorse settimane. “Il picco della seconda ondata è superata. Dobbiamo reggere”– ha annunciato Angela Merkel. Dopo un duro lockdown la cancelliera tedesca ammette che il Paese “vede la luce alla fine del tunnel“. Ma è scontro tra chi chiede misure differenziate in base alle situazioni delle diverse regioni e il personale medico che chiede di prolungare il lockdown almeno per due settimane.

Perdura invece il lockdown nel Regno Unito. Nel Paese bar e ristoranti restano chiusi e anche le attività didattiche si svolgono a distanza. I contagi di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore si attestano intorno a 20.634, i nuovi decessi invece toccano quota 1.000. Il vaccino sarà pienamente efficace a partire dalla prima settimana di marzo, secondo le previsioni del primo ministro. “Quindi è allora che inizieremo prima di tutto ad aprire le scuole e poi inizieremo una graduale riapertura dell’economia, se continueremo a vedere buoni dati”

Preoccupa invece la situazione in Francia dove la circolazione delle varianti di Covid-19 è in aumento. Le varianti riguardano il 14% dei casi positivi al coronavirus, secondo l’indagine del 26 e 27 gennaio.

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