Decreto Giustizia, il voto alla Camera: ecco com’è andata



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Foto dal sito ufficiale della Camera

La Camera ha approvato il Decreto Giustizia grazie a 305 sì. Sono stati solamente due gli astenuti, mentre tutti coloro che hanno votato contro sono 232

Un altro tassello è stato messo a posto dal Governo. Il famigerato Decreto Giustizia, tanto caro al Movimento 5 Stelle e all’onorevole Alfonso Bonafede, è stato finalmente approvato dalla Camera. Dopo la votazione, la vicepresidente della Camera dei Deputati, Mara Carfagna, ha proclamato ufficialmente i risultati. E il risultato è che il ramo del Parlamento ha ufficialmente approvato, dopo il voto, il provvedimento del Governo. La Camera ha ufficialmente dato il via al famigerato decreto, non con qualche difficoltà.

La Camera, in cui erano presenti 539 deputati, ha votato favorevolmente e quindi ha ufficializzato il Decreto Giustizia. I voti favorevoli sono stati ben 305, mentre quelli contrari si sono fermati a 232. Sono stati solamente due gli astenuti. Polemiche, però, sono sorte durante la discussione dopo il voto. Naturalmente, gli scontri si sono acuiti tra Lega e PD, che non hanno risparmiato colpi.

La polemica si è concentrata tutta sull’ordine del giorno, che è stato oggetto di scontro molto acceso tra i presenti in Aula. Infatti, se da un punto di vista vi è l’attacco di Forza Italia per degli emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle, dall’altro vi è Italia Viva, che attacca nuovamente il Governo.
Dalla maggioranza, sulla giustizia, solo porte in faccia a Forza Italia. Sul decreto intercettazioni l’ennesima questione di fiducia e l’ennesimo no alle proposte costruttive che abbiamo apportato. Ci dicono no su tutto; per loro, la nostra collaborazione deve essere unilaterale.” ha dichiarato Enrico Costa, deputato di Forza Italia.

Voteremo la fiducia su questo provvedimento per lealtà, ma non possiamo dire che siamo soddisfatti dagli atti del ministro Bonafede. Votiamo questo decreto ma chiediamo un’altra strada.” ha dichiarato Gennaro Migliore, deputato di Italia Viva.

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