Diavoli, teaser trailer: stupiti i fans di Alessandro Borghi



Diavoli Alessandro Borghi
Dal teaser trailer di "Diavoli"

Perchè Alessandro Borghi ha deciso di non doppiare se stesso nella serie “Diavoli”, in arrivo ad Aprile? La risposta dell’attore su Instagram

E’ stato rilasciato oggi il primo teaser trailer di “Diavoli”, la nuova serie tv di Sky ambientata nel mondo della finanza in arrivo ad Aprile. Tratta dal bestseller di Guido Maria Brera, la serie è stata girata tra Roma e Londra in lingua inglese e vede come protagonisti Patrick Dempsey (Grey’s Anatomy, La Verità sul caso Harry Quebert) e Alessandro Borghi (Suburra, Sulla mia pelle), uno degli attori più promettenti dell’attuale scenario cinematografico italiano.

Il primo interpreta Dominic Morgan, uno degli uomini più potenti della finanza globale e CEO della banca di investimenti più importante del mondo, Borghi è invece Massimo Ruggeri spregiudicato e ambizioso Head of Trading della medesima banca, che a Morgan deve tutto il suo successo e il suo potere.

Quando gli interessi nascosti di Dominic cominceranno a venire a galla scatenando una guerra finanziaria intercontinentale, Massimo dovrà scegliere: salvare l’uomo al quale deve tutto o tentare ogni carta per fermarlo.

Nel cast di “Diavoli”, diretta da Jan Michelini e Nick Hurran, anche Kasia Smutniak nei panni di Nina, la sofisticata e molto determinata moglie di Dominic Morgan.

La scelta di Borghi

Alla visione del primo teaser trailer di “Diavoli”, un particolare è saltato subito agli occhi, anzi alle orecchie dei fans di Alessandro Borghi: nella versione doppiata in italiano la voce con cui parla non è la sua.

Perchè l’attore romano ha deciso di non doppiarsi da solo? Lo spiega lui stesso in un post su Instagram accompagnato dal teaser della serie in lingua originale:

Mi piacerebbe sapervi tutti davanti alla tv a selezionare la modalità “lingua originale con sottotitoli”, quello che farei io, per poter apprezzare davvero, o magari no, il lavoro che è stato fatto in questa serie, fatta di parole chiave, sfumature, cose piccole, finanza sì, ma soprattutto tanto cuore, tutto fortemente connesso alla lingua in cui è stata girata“, scrive, e poi spiega: “Non sono un doppiatore, c’è chi questo lavoro lo fa in maniera eccellente, molto meglio di come avrei potuto fare io, come il mio amico Andrea Mete, soprattutto in un contesto dove tutti gli attori, essendo stranieri, sarebbero stati doppiati da chi questo mestiere lo fa sul serio.
Avrei sentito la differenza, e l’avreste sentita anche voi.”

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