Europee 2019, la polarizzazione tra partiti tradizionali e nazional-populisti



Europee 2019

Europee 2019, a maggio si vota ed è sempre più palese l’avvicinamento tra i partiti tradizionali e quelli nazional-populisti

A maggio ci sarà la votazione per le Europee 2019 e si inizia a fare un resoconto dei partiti che stanno attualmente governando i differenti paesi. Palese è il lento avvicinamento tra i partiti così detti tradizionali (socialisti, liberali) e l’ala nazional- populista che, nonostante abbiano rallentato la sua crescita, continua a guadagnare terreno rispetto all’opposizione.

Tra i due poli comunque ci sono i diversi partiti europeisti che, per quanto criticano fortemente l’austerity, non sono però totalmente disfattisti e avversi all’ Unione Europea. A dimostrazione dell’avanzare di questa corrente ci sono le recenti elezioni in Baviera e Assia.

Altro esempio è la Spagna con il partito di stampo socialista, Podemos. Nato nel 2014 e creato come fortemente nazional-popolare e quindi anti Europa, nel corso degli anni ha rivisto i propri obiettivi abbracciando un europeismo critico e riformista.

Anche in Portogallo è forte la tendenza ad un Europa riformata grazie al primo ministro António Costa che ha deciso di dar vita ad una maggioranza composta dal suo Partito Socialista e la sinistra.

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