Doctor Who 11×05/06 – Tra la paura dell’ignoto e i demoni del passato



Doctor Who

Se The Tsuranga Conundrum ci riporta alle atmosfere tipiche dello show, il sesto episodio di questa nuova stagione, Demons of the Punjab sperimenta nuovi elementi della prima stagione di Jodie Whittaker

Doctor Who ci fa tornare a casa per poi testare nuovamente territori assolutamente inediti per un telespettatore storico. La recensione degli ultimi due episodi andati in onda targata Zon.it.

The Tsuranga Conundrum: Doctor Who al suo stato più puro

Tante gli obiettivi di questo quinto episodio: trovarci di fronte ad una storia strutturata nel tipico modus operandi degli ultimi anni è sicuramente uno di questi.

La 11×05, ultima puntata interamente scritta da Chibnall prima del gran finale di stagione che andrà in onda settimana prossima, ci trasporta in un ospedale/nave spaziale in cui c’è qualcosa che non va.

Fin dai primi minuti, appare chiaro che Chibnall abbia pensato a questo episodio in maniera particolareggiata, con una cura al dettaglio non indifferente.

Gli strani pazienti dell’ospedale intergalattico

Tra razze in cui i maschi partoriscono maschi e le donne partoriscono donne, figure di spicco all’interno dell’universo e, soprattutto, una minaccia terribile per quanto apparentemente innocua, il nuovo showrunner riesce, con soli cinquanta minuti, ad espandere l’infinito universo di Doctor Who in maniera coerente e coscienziosa.

Nonostante la voglia di cambiamento, il buon Chris non dimentica assolutamente il passato: ne è testimone il meraviglioso easter egg che ci regala il ritorno, anche solo tramite fugaci ologrammi, di mostri storici come gli Zygons, gli Angeli Piangenti, i Saluriani e altri ancora.

Anche la trama della puntata che, tra comicità, momenti emozionanti e messaggi istruttivi, risulta meravigliosamente conforme con il passato recente, specie con le puntate dell’era Davies.

Pting

Pting, infatti, sarà sicuramente l’erede dei sempreverdi Adipose, divenuti simboli della serie e indubbiamente gli alieni più amati dai bambini.

A prescindere da questo aspetto, però, ciò che si cela dietro la scelta di inserire un nemico del genere all’interno di un plot che – almeno durante i primi minuti (complice la tragica morte di un personaggio interessante) sembrava tendere all’horror – è, senza alcun dubbio, mostrare quanto il male possa nascondersi ovunque, anche dietro sorrisi e apparente ingenuità. Un altro importante elemento da analizzare è, inoltre, l’approfondimento del passato di Ryan.

Si conferma, in questo modo, l’importanza centrale di questo personaggio, il cui percorso, grazie alla presenza del Dottore, l’affetto di Graham ed il sostegno psicologico di Yaz, continua la sua ascesa che, si spera, possa condurre alla sua completa rinascita. In conclusione, complice un finale meravigliosamente costruito e ricco di pathos, questo quinto capitolo della stagione non può far altro che conquistarsi uno dei primi posti.

Demons of the Punjab: lezione storica di un passato difficile

Con la 11×06 abbiamo assistito ad una meravigliosa poesia messa in scena magistralmente.

Altre parole sarebbero superflue: Demons of the Punjab diventa di diritto l’episodio più riuscito della stagione, nonché uno di quelli che, tra qualche anno, descriveremo come un classico della serie moderna. Questo perché nella sua diversità, nel suo modo di esprimere in maniera drammatica e cruda uno dei lati più oscuri dell’uomo, ci regala cinquanta minuti di puro spettacolo per gli occhi.

Ci spostiamo, per la prima volta, nell’India degli anni ’40, un’India che prepara il terreno a decenni di sofferenze, battaglie, scontri tra pari che divengono pretesti per dar sfogo alla brutalità della guerra. Così conosciamo la storia della nonna di Yaz, vicenda che sua nipote pensava di conoscere ma che riserva per quest’ultima inaspettati colpi di scena.

Questo sesto appuntamento la serie racchiude e soprattutto elogia un’ambientazione storica e uno scorcio di società e di cultura indiana in maniera delicata e intensa al tempo stesso, incorniciando la sua trama e i suoi intenti in una regia emozionante accompagnata da una colonna sonora caratteristica che ti permette di immergerti totalmente in quel passato che Doctor Who vuole mostrarti, in quella storia che vuole ricordarti, una storia che appare quasi “di nicchia” e che invece si rivela straordinariamente universale.

Siamo di fronte ad un vero e proprio dramma familiare: persevera, quindi, l’elemento drama che Chibnall inserisce in ogni suo prodotto, anche nella sua versione di questo show.

Il Dottore e gli alieni della 11×06

Gli alieni che incontriamo questa settimana sono sicuramente i migliori di questa stagione, si incastrano perfettamente con la brutalità del genere umano ed emozionano per gli elementi in comune con questi ultimi, specie nel loro essere stati spietati fin quando la vita non li abbia messi di fronte al risultato di tali azioni nefande: la solitudine.

Nonostante facciano parte di una galassia molto lontana, quella dei Thijariani appare infatti come la storia di un nemico umano, un nemico fraterno, specialmente attraverso il drastico cambiamento della missione nell’universo, passando da celebri e al contempo spietati assassini – ma vittime a loro volta di un atroce destino che ha distrutto il loro intero pianeta senza concedergli la possibilità di dire addio alla loro gente – a veri e propri portatori di morte, tramutandosi così in testimoni silenti, custodi degli ultimi istanti di vita di anime sole su cui nessuno veglia, di cui nessuno sopporta il dolore per la perdita.

In quella che si afferma come la migliore caratterizzazione sci-fi di tutta l’undicesima stagione di Doctor Who finora, i Thijariani danno vita a una parentesi emozionante, intensa, che racchiude tutta l’umanità che gli uomini stessi sembrano aver smarrito proprio in questa storia.

In conclusione, la 11×06 è l’episodio che più mette in luce il bianco e nero di ogni essere senziente, descrivendoci gli esseri umani stessi come i veri nemici da debellare ma che, facendo parte di eventi immutabili della storia, costringono il Dottore a voltare le spalle alle ingiustizie e a tacere di fronte a ondate di violenza e di odio, come precedentemente avvenuto in Rose, altro meraviglioso episodio storico della serie sci-fi.

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