Bisogna togliersi alcuni sassolini dalle scarpe, a volte. Alla sua prima uscita ufficiale come ministro degli Affari Europei, Paolo Savona, dinanzi a Camera e Senato, ha spiegato il suo piano. E spiega che l’Italia deve essere pronta a qualsiasi evenienza che riguardi l’Eurozona.
“L’Italia potrebbe trovarsi in una situazione nella quale non saremo noi a decidere, ma saranno altri. Per questo dobbiamo essere pronti a ogni evenienza. Una delle mie case, la Banca d’Italia, mi ha insegnato che non ci si deve preparare a gestire la normalità, ma l’arrivo del cigno nero, lo shock.” ha dichiarato Savona.
“Siamo tutti d’accordo, anche gli economisti tedeschi, che nel 2008 l’Europa non era preparata. Mi recherò da Draghi appena terminato questo incontro. Prima volevo che la mia azione godesse della legittimazione democratica. Se alla BCE non vengono affidati compiti pieni sul cambio, ogni azione esterna all’Eurozona si riflette sull’euro senza che l’Unione Europea abbia gli strumenti per condurre un’azione diretta di contrasto. L’assenza di pieni poteri della Bce sul cambio causa una situazione in cui la crescita dell’economia dell’Eurozona risulta influenzata, se non determinata, da scelte o vicende che accadono fuori dall’Europa.” ha poi concluso.
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