Francesca Michielin ritorna con il secondo singolo dell’album in uscita a settembre: “Battito di Ciglia”. Si parla di amore ma in chiave da fiaba

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Dopo il successo de “L’amore esiste”,  Francesca Michielin ritorna con un nuovo ed entusiasmante singolo, appunto “Battito di Ciglia” uscito sul mercato  il 10 luglio. Il  secondo singolo si è da subito inserito nelle prime posizioni della classifica su Itunes nonché nei tormentoni estivi che impazzano nelle radio, in questo periodo, sulle spiagge italiane.

L’album completo uscirà a settembre, a tre anni di distanza da “Riflessi di me” uscito nel 2012. Su You Tube è presente anche il videoclip del brano, girato da Giacomo  Triglia, ed è molto suggestivo in quanto l’ambientazione rispecchia quella delle fiabe, immersa tra boschi d’incanto, alberi, sentieri mentre la cantante, vestita con un abito fatto di grandi occhi stampati sulla stoffa neutra, si muove in compagnia di tre personaggi fantastici: un occhio gigante che cammina, un drago ed un elfo.

Insomma, una Alice nel paese delle Meraviglie molto moderna, alle prese con le proprie paure e con i propri incantesimi immersi in una percezione della realtà alterata senza riuscire a distinguere il sogno dalla realtà, la realtà dalla finzione. A creare questa atmosfera fuori dal mondo siamo noi stessi con le nostre zone d’ombra, i nostri angoli bui, i nostri silenzi che a volte possono diventare spaventosi.

L’arrangiamento del pezzo è in chiave moderna e strizza l’occhio alla musica internazionale, le sonorità sono tra l’elettronica e il pop e richiamano, in modo particolare, il battito pulsante del cuore e il ritmo del battere delle ciglia, un ritmo che ha visto la collaborazione della cantante di Bassano del Grappa con Michele Canova (produttore) e Fortunato Zampaglione.

Anche il testo, se letto con attenzione, parla dei ritmi delle inquietudini del cuore che, come capita ad Alice nel paese delle Meraviglie, ci fanno perdere nei labirinti del pensiero dove non è indispensabile usare la ragione per perdersi nei propri incubi. Il testo, come spiega la stessa Michielin, è ispirato ad un quadro di Goya ovvero “Il sonno della ragione genera mostri”centro.

Inoltre, nel brano è contenuta una strofa importante che si ripete spesso nel singolo che è: “Ama l’amore non amare me” e rispecchia l’esigenza, in realtà, di non amare qualcuno in maniera sbagliata impigliando una persona nella propria “ragnatela” mentre l’amore dovrebbe  essere, solo e soltanto, libertà. La stessa libertà di Alice la quale giace immersa nelle proprie meraviglie, le stesse in cui si perde nascondendo il dolore, fin a quando giunge nella tana del bianco coniglio dove inizia la sua catarsi; e quella Alice che si era persa riesce a ritrovare se stessa in una nuova percezione che la rende più forte di prima, più felice di prima.

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