Home Prima Pagina Freddie Mercury, la leggenda a 25 anni dalla sua scomparsa

Freddie Mercury, la leggenda a 25 anni dalla sua scomparsa

Ieri ricorreva il venticinquesimo anniversario della morte di Freddie Mercury. Ricordiamo così il leggendario frontman dei Queen

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Il 24 Novembre di 25 anni fa ci lasciava a soli 45 anni Farrokh Bulsara, in arte Freddie Mercury, ed elencarne le doti, così come tutti i successi scritti in carriera, sembra più che mai fuori luogo. La sua potenza vocale trascendeva l’immaginabile per un cantante pop, la sua personalità offendeva le menti chiuse ed esaltava quelle aperte ed il suo carisma ipnotizzava migliaia di persone. Era tutto fuorché ordinario, la normalità lo ripugnava e stupire era la sua ossessione, ma tutto ciò sarebbe stato vuoto e caotico se non ci fosse stato uno straripante talento a dare un preciso ordine a tutto.

Nel 1973 il mondo conobbe Freddie Mercury grazie all’omonimo primo disco dei Queen, che fu l’inizio di una straordinaria carriera coronata da successi e poche delusioni artistiche. I Queen, più che dalle capacità compositive di Brian May, dipendevano dal loro frontman, Mercury infatti è stato capace di elevare una discreta band, che viveva nella patetica nostalgia del Glam Rock, in un fenomeno di massa. Dopo la sua dipartita infatti i membri restanti non sono stati capaci di reinventarsi cadendo spesso in reunion pietose e fuori luogo.

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Il momento più alto della carriera di Freddie Mercury è stato senza dubbio quello della straordinaria performance del 13 Luglio del 1985 al Live Aid. I Queen erano all’apice della carriera e già saldi nell’immaginario collettivo, erano una band capace di riempire stadi e di vendere milioni di copie e vennero invitati a partecipare per circa 20 minuti ad uno dei concerti più grandi della storia dell’umanità. Mercury era in stato di grazia, fornì una prestazione vocale imponente ed ipnotizzò il pubblico con la sua presenza scenica. Ancora oggi vedere 72.000 persone battere le mani contemporaneamente sulle note di “Radio Ga Ga” è una delle scene più suggestive della storia della musica. 

Durante lo storico concerto dei Queen a Wembley nel 1986, il frontman in risposta ai rumors che volevano un imminente separazione del gruppo disse :Dimenticate quelle voci, staremo assieme finché, cazzo, non saremo morti, ne sono sicuro”Mercury fu di parola, solo l’AIDS nel 1991 pose fine alla leggendaria storia dei Queen e a quella di uno dei più grandi cantanti della musica pop di tutti i tempi.

La morte di Freddie Mercury riuscì a far breccia nell’opinione pubblica, l’AIDS non poteva più essere ignorato e grazie al concerto in suo onore tenutosi nel 1992, con la partecipazione di artisti quali David Bowie, Elton John, Liza Minelli e Robert Plant, nacque la fondazione “The Mercury Phoenix Trust” per la lotta a questa terribile malattia.

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25 anni dopo, il lascito di Freddie Mercury è ancora tangibile e il ricordo ancora vivo, la sua voce rimane viva nonostante gli abusi dei programmi televisivi che la utilizzano impropriamente per celebrare la nascita di un nuovo ingranaggio della loro macchina con “We Are The Champions”. Ma vive soprattutto grazie al dolce ricordo di chi ha coronato il sogno di ammirare la sua potenza di persona, e di chi, troppo giovane, lo scopre ora e può solo sognare di essere travolto dalla voce più “regale” della storia dell’umanità.

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Updated on 22 September 2020 - 05:25 05:25