gelato cina
Immagine da Pixabay

Tre diversi campioni di un gelato prodotto da una compagnia del nord della Cina sono risultati positivi al Covid-19. 1.662 dipendenti sottoposti a quarantena

Torna l’incubo Coronavirus in Cina: un lotto di gelato, prodotto da una compagnia di Tijan nel nord del Paese, è risultato positivo al Covid-19. Gli accertamenti sono stati effettuati su tre diversi campioni.

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Le autorità antiepidemiche stanno ora rintracciando le persone che potrebbero essere state in contatto con i lotti in questione. Intanto, tutti i prodotti dell’azienda sono stati sigillati e 1.662 dipendenti messi in quarantena e sottoposti al test sugli acidi nucleici, seguendo le indicazioni del Tianjin Center for Disease Control. Secondo le autorità, la società ha prodotto 4.836 scatole di gelato contaminato, 2.089 delle quali erano sigillate in deposito. Un totale di 935 scatole, su 2.747 scatole immesse nel mercato, erano a Tianjin. La città del nord della Cina ha informato le autorità di regolazione del mercato in altre province dove il gelato è stato inviato in modo che possa essere rintracciato.

L’esperto Stephen Griffin suggerisce che la notizia non deve essere motivo di panico e che si tratterebbe con molta probabilità di un caso isolato. Secondo lo studioso, il tutto è da ricondurre a problemi con l’impianto di produzione o con questioni di igiene in fabbrica.
Le prime indagini epidemiologiche hanno rivelato che l’azienda ha prodotto il lotto di gelato utilizzando materie prime, tra cui latte in polvere importato dalla Nuova Zelanda e siero di latte in polvere importato dall’Ucraina. Le basse temperature a cui è stato conservato il gelato e il fatto che contenga grassi potrebbero spiegare perché il virus è sopravvissuto sui campioni prelevati.

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