29 Novembre 2021 - 15:04

Il caso di Greta Beccaglia: quanto ancora siamo lontani dalla vera parità tra i sessi

greta beccaglia - violenza

La giornalista televisiva Greta Beccaglia è stata molestata in diretta fuori lo stadio Carlo Castellani. Un episodio che fortunatamente non resterà impunito, ma che fa capire quanto la cultura patriarcale sia difficile da estirpare

Scombussola, sconvolge e indigna (fortunatamente) quanto accaduto alla giornalista sportiva Greta Beccaglia, che ha subito una molestia sul posto di lavoro. 

Greta Beccaglia, da anni giornalista presso la rete Toscana Tv, è stata palpeggiata mentre si trovava all’esterno dello stadio Carlo Castellani, per intervistare gli spettatori della partita Empoli-Fiorentina.

La molestia è avvenuta a telecamere accese, in piena diretta televisiva, mentre la donna stava cercando di svolgere il proprio lavoro.

Come si può notare dal filmato andato in onda, in un primo momento si vede Greta che tenta di avvicinare dei tifosi, in modo tale da poter riportare le loro impressioni sulla partita. Nessuno tra i presenti decide però di prenderla sul serio come se, ancora oggi, risultasse incredibile che una donna possa essere professionale e competente in ambito calcistico.

Il video prosegue e mostra l’avvicinarsi di un individuo che, con un ghigno, sputa nella propria mano per poi palpeggiare il sedere della cronista.  

Greta Beccaglia reagisce immediatamente, urlando di rimando all’uomo “Non puoi fare questo”. Ma l’orrore non finisce qui, visto che come lei stessa ha raccontato in un’intervista, il peggio è avvenuto quando, a telecamere non spente, un uomo ha tentato lo stesso di toccarle le parti intime. “Mi sentivo impotente. Mi ha sconvolto lo sguardo di quei tifosi. Erano feroci, da carnefici. Ma mi ha ferito anche che nessuno intorno a me abbia detto niente. In quel momento sono diventata, per loro, un palo da prendere a calci, un oggetto su cui sfogare la propria rabbia“.

IL CASO DI GRETA BECCAGLIA

Tale avvenimento non può far altro che generare rabbia e sgomento,visto che è  l’ennesima dimostrazione di quanto ancora sia lontana la vera parità tra i sessi, e di come le donne siano ancora le vittime all’interno di una società patriarcale che le opprime

Tra i diversi messaggi sui social di coloro che esprimono tutta loro solidarietà a Greta Beccaglia, è possibile trovarne anche altri, la cui lettura lascia del tutto esterrefatti. Messaggi che lamentano quanto la situazione sia stata gonfiata più del dovuto, che se lo doveva spettare, che in fondo non era altro che “un semplice gesto di goliardia”. Messaggi raccapriccianti, che sembrano quasi normalizzare un gesto che viola la dignità e la privacy di una persona, che tentava solo di svolgere la propria professione.

Quanto è avvenuto a Greta Beccaglia è solo l’ennesimo episodio di ciò che, silenziosamente, tantissime donne sono costrette a subire e, in molti casi, sopportare nel loro quotidiano. 

A pochi giorni dalla celebrazione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, è veramente sconfortante il fatto che esiste una cultura maschilista che manifesta ancora questo tipo di atteggiamenti. Comportamenti che implicano la visione del corpo della donna come mero oggetto sessuale. In un mondo ideale, diverso da quello in cui viviamo attualmente, dovrebbe essere chiaro che non esiste nessuna scusante per un palpeggiamento, molestia o fischio per strada. 

GIORGIO MICHELETTI E IL SUO “NON TE LA PRENDERE”

La polemica è perseguita anche contro il collega con cui Greta Beccaglia era in collegamento, Giorgio Micheletti, per il suo “Non te la prendere”. Affermazione che è stata condannata dall’Ordine dei giornalisti, tant’è che Giampaolo Marchini, Presidente dell’Ordine della Toscana ha affermato: “Chi era in studio, invece di condannare il gesto e il molestatore, ha invitato la collega a “non prendersela”. Verso di lei non è stata sentita nessuna parola di solidarietà da parte del conduttore”.

Giorgio Micheletti è stato in seguito contattato da “Il Fatto Quotidiano” e ha tentato di spiegare le proprie motivazioni: “La solidarietà a Greta Beccaglia è stata manifestata in forma concreta durante la diretta, non immediatamente a ridosso del fatto. La frase che ha fatto imbestialire il mondo dei social è stata ‘Non te la prendere’, e il mio ‘Non te la prendere’ è stato detto solo per non mandarla nel panico. Non per sminuire il fatto. Se estrapolata, può sembrare sminuente, ma non è stato così.

Io mi sono preoccupato anzitutto del benessere psicologico di Greta. Poco dopo, esattamente due minuti dopo il fattaccio, ho detto quello che pensavo sull’accaduto e del protagonista. Ma nessuno dei leoni moralisti da tastiera si è preoccupato di guardare il prosieguo della trasmissione”.

Il conduttore, immediatamente dopo l’incidente aveva aggiunto: ”Si cresce anche attraverso queste esperienze, chiudiamola qui Greta, così puoi reagire, se puoi, non in diretta, così ti permettiamo di reagire perché determinati atteggiamenti meritano ogni tanto qualche sano schiaffone che se fosse stato dato da piccolo probabilmente l’avrebbe fatto crescere meglio”.

Giorgio Micheletti ha poi concluso, affermando: “Mi spiace che il continuo non sia stato visto anche da esponenti della mia categoria. Anche il comunicato rilasciato dal Presidente dell’Ordine, dove si afferma che non una parola sia stata pronunciata, mi ha un po’ amareggiato. Ho scritto al Presidente dicendo che forse avrebbero potuto guardare tutta la trasmissione”.

La stessa Greta Beccaglia ha dichiarato in un’intervista a La Repubblica che: “Giorgio ha sbagliato, non ha capito subito la gravità del gesto, ha sottovalutato quello che stava succedendo. Ma non crocifiggetelo: per me è come un babbo, mi vuole e gli voglio un bene dell’anima”.

L’IDENTIFICAZIONE DELL’AGGRESSORE

Fortunatamente, grazie ai filmati audio, la Polizia è stata in grado di rintracciare l’aggressore, identificato come un 45enne residente ad Ancora. Non sono state rese note le sue generalità anche se la polizia è riuscita a risalire alla sua identità facendo un esame incrociato tra le immagini dei video e quelle che tenevano conservate in archivio.

Stando alla nota rilasciata dall’aggressore: ”Ti chiedo scusa in pubblico per averti molestato in quella maniera. Per favore ritira la denuncia, come vedi ci ho messo la faccia”. Un messaggio che causa un disgusto sempre maggiore. Come se bastasse chiedere scusa, e poi far finta che non sia successo nulla. 

E Greta Beccaglia è andata ancora più a fondo alla questione. Ora, non resta che aspettare che la giustizia faccia il suo corso e vedere che tipo di reato verrà imputato all’uomo, sperando che questo stimoli la coscienza collettiva. Un episodio di questo tipo non può e non deve rimanere impunito.