Dal romanzo Mowgli, al cinema come Il Libro della Giungla, riadattamento cinematografico di un racconto per tutte le età.
Dopo il successo de La Carica dei Cento e Uno, la Disney continuò a cavalcare l’onda del mondo animale. Rappresentare cani, cerbiatti o elefanti in passato aveva portato bene, e lo studio era ancora convinto di poter caratterizzare al meglio dei personaggi sotto forma di animale.
Nel 1967 dunque, uscì il 19° Classico Disney: Il Libro della Giungla, dove, dopo Bambi, abbiamo un altro film ambientato nuovamente in un mondo animale, dove l’uomo rappresenta il pericolo e l’ignoto.
Come già visto in Bambi è la natura a far da sfondo alla pellicola. Sarà infatti la giungla ad accompagnare continuamente i suoi personaggi. Nonostante una tecnica meno dispendiosa di quella utilizzata prima della “crisi” dovuta al flop de La Bella Addormentata nel Bosco, l’atmosfera di immergersi in un mondo non di proprietà dell’uomo riecheggia e risulta decisiva.
Mowgli infatti viene definito cucciolo d’uomo all’interno di una giungla che non sa come accudirlo. Lo accompagneranno diversi personaggi, padri acquisiti, mentori e tentatori. La Disney differenzia le razze e con essa i caratteri dei personaggi divenuti iconici visto l’enorme successo del cartone animato nel 1967.
Il ritorno di Mowgli nel mondo degli uomini avviene solo sul finale, a differenza del romanzo originale dalla narrazione nettamente più intrecciata e complessa. Eppure il viaggio di Mowgli trova i suoi perché in un mondo in continua avversità dinanzi alle diversità fisiche.
Dal libro Mowgli di Rudyard Kipling la Disney utilizzò il soggetto per Il Libro della Giungla. A oggi il lungometraggio animato datato 1967 è uno dei più famosi e amati, sia dal pubblico che dalla critica.
Disney esprime la sua ultima volontà artistica, prendendo una storia tetra e cupa e trasformandola in family friendly con l’utilizzo di gag, personaggi scavati e caratterizzati, canzoni come Lo stretto indispensabile e l’indistinta magia Disney.
Ma è proprio vedendo – o rivedendo oggi – Il Libro della Giungla che il tocco Disney, quello di Walt e non solo, salta agli occhi. Le animazioni, la tecnica in xerografia, e il continuo confronto tra diverse razze e diversi mondi. Elementi presenti e ricorrenti nei lungometraggi Disney che susseguiranno, riscontrando nuovi e ulteriori successi sul grande schermo.
Il Libro della Giungla nel suo rappresenta dunque un patrimonio in quanto fonte di emulazione e ispirazione per i prodotti dell’animazione a seguire, anche quando si parla di produzioni più recenti come un Aladdin o Il Re Leone.
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