Papa Francesco
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Papa Francesco parte da Roma alla volta di Baghdad. L’aereo è decollato alle 7:45 dall’aeroporto Leonardo Da Vinci. Rientrerà lunedì 8 Marzo in Italia

Papa Francesco parte finalmente per l’Iraq. Lo aveva promesso e finalmente lo sta facendo: il suo volo è decollato questa mattina alle 7:45 dall’aeroporto Leonardo Da Vinci di Roma. Soggiornerà 4 giorni nel paese mediorientale, terrà 7 discorsi e tornerà lunedì 8 Marzo all’aeroporto di Ciampino. Nel partire, rivolge un messaggio al Presidente della Repubblica: “Nel momento in cui lascio Roma per recarmi in Iraq pellegrino di pace e di fraternità tra i popoli, mi è gradito rivolgere a lei signor Presidente il mio deferente saluto che accompagno con fervidi auspici di serenità e prosperità per il caro popolo italiano“. Il viaggio del Papa in Iraq, conseguente a quello negli Emirati Arabi Uniti, segue il percorso iniziato dal Pontefice sulla scia della dichiarazione sulla fratellanza umana.

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A sua volta, il Presidente Mattarella fa pervenire un messaggio al Papa. “Desidero far pervenire a Vostra Santità un sentito ringraziamento per il messaggio che ha voluto indirizzarmi nel momento in cui, dopo la lunga pausa imposta dalla pandemia, si accinge a partire per il tanto desiderato Viaggio Apostolico in Iraq“. Con questo viaggio, diventano 33 quelli compiuti da Papa Francesco. Che si era fermato giusto a causa della pandemia.

Un viaggio che Giovanni Paolo II non riuscì a fare

Realizzando un proposito che San Giovanni Paolo II non poté attuare, la Sua presenza in Iraq rappresenta per le martoriate comunità cristiane di quel Paese e dell’intera regione una concreta testimonianza di vicinanza e di paterna sollecitudineprosegue Mattarella. Giovanni Paolo II avrebbe voluto molto portare la parola e la vicinanza del Papa al popolo iraqeno, ma non riuscì mai a farlo. “Giungano quindi a Vostra Santità i più fervidi auguri per questa impegnativa missione, unitamente alle espressioni del profondo affetto del popolo italiano e della mia personale considerazione” conclude il Presidente. Bergoglio non vede l’ora di poter finalmente mettere piede sul suolo iraqeno e parlare alla comunità di un paese martoriato da anni di guerra.

Finalmente sarò tra voi. Desidero tanto incontrarvi, vedere i vostri volti, visitare la vostra terra, antica e straordinaria culla di civiltàdice il Papa in un videomessaggio per il popolo iracheno. Il viaggio nel paese della Mezzaluna Fertile ha ragioni apostoliche e umanitarie, come ci tiene a specificare lo stesso Pontefice. “Vengo come pellegrino penitente per implorare dal Signore perdono e riconciliazione dopo anni di guerra e di terrorismo” spiega Bergoglio. E chiaramente, nei suoi pensieri c’è la minoranza cristiana che ha vissuto anni di autentico tormento per mano dell’ISIS. A loro, il Papa dice che intende portare la “carezza della Chiesa”.

Ma l’Iraq è anche la terra di Abramo, progenitore di tutte le religioni monoteiste, e il Papa non manca di ricordarlo nel suo videomessaggio, richiamando il dialogo tra i popoli. “In questi tempi duri di pandemia, aiutiamoci a rafforzare la fraternità, per edificare insieme un futuro di pace. Insieme, fratelli e sorelle di ogni tradizione religiosa. Da voi, millenni fa, Abramo incominciò il suo cammino. Oggi sta a noi continuarlo, con lo stesso spirito, percorrendo insieme le vie della pace!”

Un viaggio che sfida la pandemia e le insidie locali

Il Papa arriverà in Iraq mediante uno speciale volo Covid-free, messo a punto da Alitalia. Ma non c’è soltanto la pandemia a preoccupare gli addetti ai lavori: il Medio Oriente pullula di minacce per l’incolumità del Papa. A garantire la sua sicurezza, è stato creato un dispositivo gestito in tandem dalle forze di sicurezza iraqene e dalla gendarmeria Vaticana. Con ogni probabilità, Bergoglio si muoverà con un’auto blindata. A peggiorare la situazione, in questo momento l’Iraq sta vivendo il suo lockdown e tutti i luoghi pubblici e di culto sono chiusi. L’unico incontro del Papa con la gente si terrà nello stadio di Erbil, dove terrà una messa per circa 10mila persone.

Per il Governo iraqeno si tratta di un’occasione storica per tutta la regione della Mesopotamia. “Il viaggio di Papa Francesco in Mesopotamia sarà un messaggio di pace per gli iracheni di tutte le religioni e contribuirà ad affermare i nostri valori comuni di giustizia e dignità” afferma il Presidente Barham Salih. Gli fa eco anche il Primo Ministro Mustafa Al-Kadhimi.

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