Il regista Ozpetek: “il 20 Febbraio festa nazionale dei camici bianchi”



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Ozpetek, regista turco naturalizzato italiano, propone una festa nazionale dedicata ai medici e infermieri per ricordare questi tragici giorni

La proposta di istituire un giorno da dedicare ai camici bianchi arriva dal regista turco Ferzan Ozpetek che commenta “l’iniziativa mi è venuta in mente perché sono partiti due amici medici da Roma verso il Nord, anche il marito della mia agente che è in pensione. E attraverso le telefonate con loro ho sentito per la prima volta la grande paura.” Una testimonianza, quella del regista Ozpetek, che mette in risalto i giorni tremendi che il nostro personale sanitario ha subito e, purtroppo, non possiamo dire ancora superato.

“Il mio amico mi ha chiamato alle undici di sera: mi raccomando dici a Simone e ai vostri cari di stare attenti. Non è un’influenza. Era l’otto marzo.” L’otto Marzo, quando l’Italia si preparava ad essere denominata tutta zona rossa ma la percezione della gravità dell’epidemia non era ancora chiara. Molti sminuivano la portata del Coronavirus mentre medici e infermieri provavano a salvare la vita delle persone malate. Ozpetek continua “La sua voce tremava, era molto angosciato e mi ha detto: “davanti a me ho visto un ragazzo che stava soffocando, non è una malattia solo degli anziani, come dicono, questa malattia è un alieno che non conosciamo. Partire era stato un sacrificio, aveva lasciato tutto, ora lo sentivo preoccupato del materiale di protezione.

“Io tutta la notte non ho dormito, ero molto angosciato delle cose che mi aveva detto lui, sentivo nell’aria qualcosa di inquietante. Oggi siamo arrivati a 105 medici (dato aggiornato al 9 Aprile) che se ne sono andati. Ho pensato tra quindici, venti anni, per ricordare questi giorni anche a livello mondiale dobbiamo creare una celebrazione, come l’otto marzo, La festa dei camici bianchi che sono tutti, medici, infermieri, portantini, tutti. Vorrei che tra dieci anni il figlio di un mio amico, un bambino mi chiedesse “cosa è questa festa?” e noi racconteremo di queste giornate che abbiamo passato.”

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