ISTAT, altro allarme in arrivo: pressione fiscale ai massimi dal 2015

Pressione Fiscale
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Il dato, riferito al primo trimestre del 2019, riguarda la pressione fiscale. La media annua è più alta. Il deficit, fortunatamente, è in lieve calo

Non si possono dormire sogni tranquilli. Soprattutto, non con questo Governo al potere, in Italia. Se da un lato Movimento 5 Stelle e Lega pensano soprattutto a farsi la guerra, a riportare alla realtà gli italiani e ad aggiornarli sullo stato pessimo delle condizioni italiane è soprattutto l’ISTAT. L’istituto statistico, infatti, ha rilevato una bruttissima involuzione dal punto di vista fiscale. La pressione fiscale del primo trimestre del 2019, infatti, è risultata del 38,0%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Come se non bastasse, ad aumentare la tensione è il fatto che si tratta del dato più alto dal 2015 a questa parte. Il dato si riferisce al confronto annuo, tra stessi trimestri (la media annua della pressione fiscale è infatti più alta). Nel primo trimestre la pressione fiscale, come sempre si osserva, mostra un livello più basso rispetto al resto dell’anno. Vi sono, però, anche dati positivi nel rapporto.

Infatti, da una parte c’è un lieve miglioramento per quanto riguarda le pubbliche amministrazioni, il cui debito scende dal 4,1% all’1,3%. Il saldo corrente è stato anch’esso negativo, ma se non altro vi è una drastica discesa del debito. L’ISTAT, inoltre, ha fornito dati positivi anche sulla crescita del PIL per area territoriale nel 2018. Nel Nord Est la crescita del prodotto interno lordo è pari all’1,4%, con una dinamica particolarmente vivace del settore dell’industria in senso stretto (+3,2%). La performance è modesta nel Mezzogiorno (+0,4%), nonostante il risultato positivo delle costruzioni (+4,1%).

Insomma, sorrisi a metà.