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La Juventus vista contro la Fiorentina ce la farà contro il Porto? Certo che sì, ma senza cali di attenzione: la difesa schierata può essere un problema

La Juventus ha mostrato in questo inizio di stagione lampi di filosofia recitata da studente modello e gravi errori di matematica come un semplice due più due. Una squadra con un doppio volto e un carisma ancora da decifrare. I bianconeri hanno mostrato molta più personalità in Champions League, steccando solo in casa contro il Barcellona per poi però compiere un miracolo al Camp Nou. In Serie A la luce va e viene, è intermittente, quasi fulminata. Urge cambiare la lampadina.

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Gli errori visti in campionato, i cali di attenzione potrebbero influire anche contro il Porto, ma se la Juventus dovesse scendere in campo con l’interruttore giusto l’esito sarebbe scontato. Un divario tecnico notevole, ma alcune cose potrebbero dar fastidio ai ragazzi di Pirlo.

La difesa schierata, servirà pazienza per arginarla

Il Porto nelle ultime uscite in Champions League ha messo in pratica un’ideologia di gioco differente rispetto al campionato, dove può gestire i risultati e attaccare dal primo minuto di gioco. Il primo match perso 3 a 1 contro il Manchester City ha cambiato le carte in tavola e Conceicau ha mescolato bene il mazzo. I portoghesi non hanno più subito un gol e hanno tenuto a bada gli attacchi inglesi nel match di ritorno, tenendo la porta inviolata per cinque volte(grazie anche agli errori sotto porta rivali).

Il 4-4-2 in fase difensiva permette al Porto di tenere delle linee molto strette e rinunciando a fare la partita si scopre poco e costringe gli avversari ad arginare il muro. Certamente non posso sfondarlo, se non con qualche giocata individuale. Il Manchester City ha cercato di girare palla il più velocemente possibile ed è arrivato più volte al tiro.

La Juventus deve studiare molto bene quella partita, anche se a Guardiola non ha portato i tre punti. La Vecchia Signora ha avuto problemi con le squadre chiuse, almeno fino a raggiungere il gol del vantaggio. Dopo aver sbloccato il match tutte le gare sono andate in discesa. Contro il Crotone e il Benevento Pirlo non è riuscito a scavalcare il muro e i bianconeri pagano ancora quei quattro punti.

Il modulo a specchio, giocare con le stesse carte

Spesso il Porto ha mostrato un ruolo ibrido in fase di possesso, proprio come la Juventus, con un terzino meno offensivo e schierato nella linea a tre per favorire le scorribande sulla fascia opposta. Gli uomini possono variare, difficile fare una previsione della futura probabile formazione, ma ciò che conta è l’idea. Decisivo è il ruolo di Otavio, che come Ramsey e Kulusevski, svolge il compito di trequartista/esterno. Fondamentale anche Oliveira, gestore dei tempi e del centrocampo. Senza di lui il Porto perde molto, considerata la sua importanza anche nel costruire occasioni da rete.

Velocità e forza fisica, l’attacco del Porto può dar fastidio

Marega e Corona, i due punti di riferimento del Porto. Forza fisica, esplosività, agilità, tutte qualità che appartengo ai due attaccanti. Il miglior De Ligt sicuramente non avrà timori ad affrontare Marega, viste le passate ottime partite disputate contro Lukaku, decisamente di un altro livello. Bonucci sta vivendo periodi di alti e bassi, soffrendo soprattutto dal punto di vista fisico.

La Juventus tende a dominare la partita ed aggredire l’avversario con un pressing feroce. Spesso però quando cala l’attenzione e manca l’organizzazione, si creano buchi e in quella zona del campo Corona potrebbe pungere. Madama dovrà quindi giocare sempre in pochi metri, come ha dimostrato di saper fare sia contro il Parma si contro il Cagliari.

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