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Morto a causa del Covid-19 il regista Kim Ki-Duk

Il regista sudcoreano Kim Ki-duk è morto all’età di 59 anni a causa di alcune complicanze dovute al Covid-19

Kim Ki-dud, noto regista sudcoreano dalla fama internazionale è morto all’età di 59 anni. Stando alle testimonianze, l’uomo sarebbe morto a causa di alcune complicanze sviluppate dopo aver contratto il Coronavirus. Ad annunciarne la scomparsa il sito lettone Delfi.lt. Kim Ki-duk era infatti, arrivato in Lettonia il 20 novembre probabilmente per acquistare una casa nella località marittima di Jurmala, ma non si era presentato all’incontro. Da allora molti amici e colleghi avevano iniziato a cercarlo preoccupati.

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Purtroppo per lui non c’è stato nulla da fare: sulla soglia dei 60 anni, che avrebbe compiuto il prossimo 20 dicembre, non ce l’ha fatta. Al mondo del cinema però ha lasciato una serie di capolavori degni di nota come “Ferro 3” e “L’isola”. Prima di approdare sotto i riflettori cinematografici, Kim Ki-duk, nato a Bonghwa, nella Corea del Sud, a Seoul, dove si era trasferito a nove anni, ha frequentato una scuola professionale per poter lavorare nel settore agricolo. Successivamente, abbandonò gli studi per arruolarsi a causa di alcuni problemi in famiglia. L’esperienza bellica lo segnò molto, tanto che poi decise di dare una svolta alla sua vita.

Partì alla volta dell’Europa per concentrarsi su una delle sue più grandi passioni, quella per il cinema. Parigi lo accolse e da allora iniziò la sua ascesa: debuttò prima come sceneggiatore e poi come regista con il film “The Crocodile”. Nel 2000 con il film “L’isola” ottenne un grande successo alla Mostra del cinema di Venezia, mentre il film del 2003 “Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera” fu definitivamente consacrato come regista noto in tutta Europa. Da allora, film dopo film ha confermato il suo talento per l’arte cinematografica, arrivando nel 2012 a vincere il Leone d’Oro alla 69a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia con il film “Pietà”. Nel 2014 realizzò anche un film denuncia verso il suo paese “One to One”, per rimarcare il suo impegno sia politico che sociale.

Redazione ZON

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