Lampedusa, incendio al centro raccolta rifiuti. Scatta l’allarme diossina



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immagine da pixabay

A Lampedusa i Vigili del Fuoco sono al lavoro per spegnere le fiamme, alimentate da plastica e rifiuti di ogni genere. Un’alta nube di fumo si sta dirigendo verso il centro abitato. Ancora da stabilire le cause del rogo

Nuovo maxi incendio, nella discarica di contrada Taccio Vecchio a Lampedusa. Le fiamme, alimentate da plastica e rifiuti di ogni genere, stanno devastando i cumuli di rifiuti. Un’alta nube di fumo si sta dirigendo verso il centro abitato e c’è allarme diossina fra gli isolani e non soltanto.

E’ intervenuto anche un Canadair per cercare di spegnere il devastante incendio. I Vigili del fuoco sono al lavoro da ore, ma a complicare ogni tentativo di spegnere il vasto fronte, è il Maestrale. Il vento sta spingendo la grossa e nera nube– inevitabilmente tossica- verso il centro dell’isola. Gli scoppi sono sempre più frequenti perché al centro di raccolta sono stipati materiali speciali come copertoni, plastica, batterie e rifiuti ingombranti.

L’intera zona era stata posta sotto sequestro dai Carabinieri forestali, nell’ambito di un’indagine della Procura. “Ritorna tutto quello che era finito da anni, che sembrava passato. E’ tornato il tempo dei rifiuti incendiati, delle discariche a cielo aperto, di un intero paese avvolto dalla diossina assassina, delle mega-discariche di detriti e rifiuti speciali persino a due passi dalle aule dove i bimbi sono andati a scuola, respirando polveri di ogni genere”, ha scritto l’ex sindaco di Lampedusa e Linosa, Giusi Nicolini, che si è scagliata contro l’amministrazione guidata da Totò Martello.

“Quel centro di trasferenza in fiamme sembra la metafora di tutto ciò che è andato in fumo: anni di durissimo lavoro – aggiunge Nicolini – per mettere a sistema tutto il comparto ambientale, per cambiarla davvero questa isola insieme alla vita dei suoi abitanti”.

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