Le Iene e le invenzioni degli italiani contro il Coronavirus



Le Iene

Le Iene: Matteo Viviani è andato in giro per l’Italia per scovare le migliori invenzioni italiane nate per aiutare nella lotta al Coronavirus

Matteo Viviani de Le Iene ha deciso di scovare in giro per tutta Italia le migliori invenzioni di ingegneri e makers per aiutare nella lotta al Coronavirus. Durante la quarantena infatti non tutti hanno accettato di restare chiusi in casa e con le mani in mano. Da Nord a Sud, molti italiani hanno deciso di dare un aiuto mettendo a disposizione le proprie competenze. Scopriamo quindi insieme le 10 migliori invenzioni trovate da Le Iene.

  1. I due architetti Carlo Ratti e Italo Rota hanno brevettato delle terapie intensive mobili all’interno di container che stanno per essere testati presso l’ospedale di Torino. Questi moduli a bio-contenimento non permettono al virus di entrare e uscire. Inoltre hanno la possibilità di adattarsi ad ogni posto e potrebbero essere molto utili in Paesi come il Kenya, in cui i posti in terapia intensiva sono pochissimi. Grazie ad uno spazio non edificato potrebbe nascere un ospedale da campo proprio grazie ad una serie di container.
  2. Giuliano e Enrico, hanno costruito delle cabine decontaminate che possono garantire uno svolgimento veloce e in sicurezza dei tamponi. Ogni cabina costituisce una zona protetta grazie ad un impianto di purificazione dell’aria. La costruzione di un sistema del genere avverrebbe anche ad un costo limitato.
  3. Stefano ed Ettore sono due makers di stampanti 3D del bergamasco che di fronte alle difficoltà della propria terra hanno costruito dei ventilatori polmonari a basso costo. Ogni congegno è estremamente versatile e veloce da costruire grazie all’utilizzo di materiali facilmente reperibili. Economicamente i due inventori non hanno guadagnato nulla, ma grazie al loro ingegno molte vite sono state salvate. Inoltre, sono stati contattati per la realizzazione di nuovi ventilatori nei paesi in difficoltà.
  4. Massimo è un altro makers di stampanti 3D che da quando ha dovuto fermare il progetto legato a Gaia, la prima casa eco sostenibile, ha deciso di impegnarsi per la lotta al Coronavirus. Massimo ha sfruttato la mancanza di mascherine per proporre sistemi di protezione creati su misura grazie alle stampe 3D del volto. Presso la sua azienda sono nate le prime visiere in plastica e da lì potrebbe diffondersi anche il “MySpace”, una sorta di elmetto trasparente munito di power bank e di un sistema di areazione.
  5. Claudio da Nocera Inferiore (Salerno) ha promosso una struttura capace di igienizzare il carrello della spesa, che dalle ultime analisi è più sporco anche un bagno pubblico. I carrelli infatti non vengono mai lavati, pur entrando in contatto con tantissime persone. La struttura igienizzante per carrelli nelle ultime settimane ha avuto molto successo, tant’è che è stata richiesta da Paesi come la Cina e il Brasile. 
  6. Sulla stessa linea di pensiero di Claudio, c’è Giulio che ha applicato lo stesso principio del tunnel sanificante a persone e mezzi di trasporto. Il Sanitarygate può essere di piccole dimensioni e utile agli ingressi dei locali o davanti ai portoni, ma anche di grandi dimensioni utile per auto e furgoni. Nonostante la genialità non è una struttura adatta a tutti, non solo per i costi (dai 9000 ai 16000) ma anche per il grande spazio che richiede l’installazione.
  7. Simone ha invece brevettato un Covidetector che riesce a misurare la temperatura e a igienizzare mani e pieni. La struttura verticale, molto utile dato l’obbligo di misurare la temperatura a tutti colori che si apprestano ad entrare in un luogo pubblico, è stata già richiesta in America, Russia, Spagna e Austria.
  8. Leopoldo e Simone hanno presentato a Viviani de Le Iene il primo prototipo di un concentrato di intelligenza artificiale, capace di educare e mantenere le distanze di sicurezza. Tale modellino, che presto assumerà sembianze simili ad un orologio, il cui prezzo su aggirerà tra i 45 e i 70 euro, ha dei sensori che percepiscono la violazione delle distanze di sicurezza facendo scattare un allarme, che può diventare assordante di fronte ad un gruppo di 3 o più persone.
  9. Ilvo, Alex e Guido tre giovani ingegneri hanno presentato per la loro start-up tre innovativi progetti. Guido ha promosso Blimp, una tecnologia capace di rivelare come si muovono le persone e gli eventuali assembramenti. Alex invece ha presentato un robot postino semi autonomo grazie ad un sensore infrarossi con cui riesce a scannerizzare lo spazio che ha intorno per muoversi liberamente. Tra le sue funzioni c’è appunto la consegna essendo munito di un vano capace anche di igienizzare il contenuto. Infine il progetto di Ilvo è capace di agire sulla sfera del tatto. Si costituisce di due sensori collegati: uno è racchiuso in un anello, l’altro in una piccola scatolina nera, simile ad un telecomando da cancello. Il sensore dell’anello è capace di ricostruire il materiale e la temperatura di ciò che si tocca con la mano che lo indossa e di trasmetterlo dall’altra parte, anche a grandi distanze.

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