Pininfarina licenziamenti
immagine da pixabay

Il Governo fa retromarcia rispetto all’impostazione approvata. Ecco tutti i dettagli della nuova norma sui licenziamenti

Una norma che sicuramente provocherà delle discussioni all’interno del mondo politico. La nuova soluzione per il lavoro prospettata dal Governo Draghi sicuramente non è stata apprezzata (almeno per larga parte) dai membri della maggioranza. Quest’ultima è contenuta nell’articolo 40 del decreto “Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali”, il cosiddetto Sostegni bis pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale. Una norma che disciplina nuovamente i licenziamenti e che, finalmente, sembra essere compatta.

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Il problema, però, ora deriva tutto dagli accorgimenti che la stessa norma prevede. Infatti, in essa non compare alcun riferimento alla cassa Covid e alla data del 28 Agosto. Solo la scorsa settimana, infatti, il ministro Andrea Orlando, alla presenza anche di Mario Draghi, aveva indicato l’esatto contrario. Qual è dunque il mistero dietro questa nuova disciplina dei licenziamenti? Evidentemente in pochi, a parte lo stesso Orlando, avevano contezza della disposizione, anche se ricevuta via posta elettronica.

La disposizione, dunque, terminerà a fine Giugno, in quanto non si è proceduto a nessun tipo di rinnovo. In sostanza, le aziende che dal primo luglio ricorreranno alla “cassa integrazione COVID” (uno degli strumenti principali usati dal Governo per ovviare economicamente al COVID) non saranno più soggette al divieto di licenziamento dei dipendenti. Quest’ultimo è entrato in vigore già dall’inizio dell’epidemia per evitare che migliaia di persone rimanessero senza lavoro e retribuzione per via della crisi economica.

Cosa succederà, dunque, ora?

Cosa succederà dopo la rinuncia al blocco dei licenziamenti

Da ora in poi, la fase comincerà a prendere una piega incognita. Il decreto prevede per le aziende che utilizzeranno la cassa integrazione ordinaria la possibilità di non pagare i previsti contributi addizionali fino al 31 dicembre 2021, impegnandosi a non licenziare. Utilizzata in vari paesi del mondo, in Italia la cassa integrazione è gestita dall’INPS, e si occupa di rimborsare le aziende o di pagare direttamente una parte degli stipendi dei lavoratori anche quando questi non lavorano o lavorano a un orario ridotto.

Dopo l’annuncio di Orlando, la sottosegretaria al Lavoro della Lega, Tiziana Nisini, ha attaccato il suo diretto superiore, accusandolo di non aver rispettato i patti. “Nel contratto stipulato si parla di proroga di 13 settimane del blocco dei licenziamenti, vale a dire fine Giugno.” ha dichiarato la sottosegretaria. Dure critiche a Orlando erano arrivate anche da Carlo Bonomi, presidente di Confindustria. Per Bonomi, infatti, il procedimento somigliava ad un’imboscata, con un’estrema indignazione. Tutte queste polemiche, poi, hanno avuto come diretto risultato l’eliminazione della proroga.

Successivamente, Orlando ha risposto a tutte le critiche, smentendo le ricostruzioni secondo cui avrebbe inserito la norma sulla proroga del blocco dei licenziamenti senza discuterne in Consiglio dei ministri.
Mica l’ho scritta all’ultimo nei corridoi di Palazzo Chigi. Quella norma è stata inviata per posta elettronica certificata agli uffici legislativi competenti due giorni prima. In Consiglio ho solo rinviato al testo, come si fa in questi casi. E poi ne ho parlato apertamente in conferenza stampa, a fianco di Mario Draghi. Secondo lei lo avrei fatto, se ci fosse stato un sotterfugio?” ha dichiarato Orlando.

A questo punto, si può dire che la nuova norma del Governo sui licenziamenti procederà anche con tutte le polemiche a carico del caso. Con buona pace di tutti i detrattori. Lo stesso Draghi non ha avuto assolutamente problemi con quanto scritto da Orlando.

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