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Nessuna distensione dopo lo scontro Draghi Letta sulla proposta per l’introduzione della patrimoniale, gelo sull’esecutivo

Il segretario dem Enrico Letta dà del filo da torcere al Presidente Draghi, la proposta sull’introduzione della patrimoniale e della tassa di successione fa tremare il Governo ma i malumori non si fermano. Il Pd è al bivio non sa se giocarsi la poltrona o perdere quel che rimane dell’elettorato.

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Gelo sul Governo Draghi: si riaccendono le tensioni

La proposta di aumentare la tassa di successione sui patrimoni sopra il milione di euro, chiedendo alla parte più ricca della popolazione, l’1%, di dare un contributo per aiutare i giovani” non ha attirato il successo sperato da Letta e ha fatto piombare il gelo sul Governo. A voltare la testa in primis è stato il Presidente del Consiglio Mario Draghi, personalità fortemente europeista e da sempre vicino alle banche e alle imprese non avrebbe mai potuto condividere l’idea di prelevare l’1% dalla popolazione più ricca del Paese. “Non è il momento di prendere i soldi ai cittadini, ma di darli. L’economia è ancora in recessione”. ha tagliato corto il premier. Anche se ancora non appare chiaro dove l’Italia intenderebbe prendere questi soldi per pomparli nelle tasche dei cittadini, siamo sicuri basti solo il Recovery Fund? Ma per adesso questo non sembra essere l’interrogativo principale per il Governo.

La tassa sulla successione infatti ha creato più polemiche che dialoghi costruttivi bloccando ancora una volta il Governo. Centrodestra e Italia Viva hanno fatto fronte comune per opporsi alla proposta della patrimoniale. Ma Letta non indietreggia, nemmeno dopo la telefonata con Draghi che avrebbe dovuto, in teoria, calmare le tensioni tra il premier e il segretario. “Non mollo.”- ha affermato Letta –La tassa di successione piace più alle persone che ai dirigenti politici. E che non piaccia al centrodestra è un fatto logico e anche positivo per tratteggiare la nostra proposta politica”.

La patrimoniale spacca i Dem

Le polemiche sulla patrimoniale non si sono limitate alla polarizzazione sinistra-destra ma sono arrivate a spaccare lo stesso Pd che ancora non si è ripreso dalle batoste raccolte negli ultimi anni. Il governatore dem della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha definito la proposta di Letta “inaccettabile” sia “dal punto di vista economico perché sono entrate banali” sia dal punto di vista “politico perché è un atto di autolesionismo che crea un clima di diffidenza e una barriera nel rapporto con il ceto medio produttivo. Esponenti di base riformista invece girano la testa alle parole del segretario dem, “meglio non parlare della questione” hanno seccamente affermato. A spezzare però una lancia a favore della patrimoniale accorre Nicola Zingaretti: “L’idea di letta è buona. Non si toglie all’economia, si ridistribuisce ricchezza verso i giovani, coloro che pagheranno di più la crisi e i nostri debiti”.

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