riconoscimento della palestina

Questa mattina il neo eletto Capo dello Stato ha giurato, di fronte al Parlamento riunito in seduta comune (con un notevole spazio lasciato vuoto dai rappresentanti di Forza Italia), sulla Costituzione italiana, ufficializzando il suo incarico

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Dopo un saluto ai suoi due predecessori, Ciampi e Napolitano, Sergio Mattarella ha esposto il suo messaggio toccando diversi temi di attualità.

Il primo pensiero è dedicato agli italiani e alla crisi che attanaglia il nostro Paese in cui sono sempre più evidenti le disparità e le ingiustizie.

capo dello stato
Sergio Mattarella

A questo è subito seguito il richiamo all’imparzialità, e alla terzietà del suo ruolo, e all’importanza del lavoro del Parlamento in vista delle riforme utili alla Nazione.

Su questi temi il Capo dello Stato si è soffermato maggiormente, indicando due strade precise: quella dell’urgenza delle riforme istituzionali ed economiche, al fine di dare una chiara risposta alla comunità, e quella del ruolo delle altre istituzioni, che devono agevolare il suo lavoro di arbitro.

Successivamente ha indicato un ulteriore mezzo per ripristinare la serenità in Italia quale la priorità della lotta alla mafia e l’eliminazione della corruzione che, svilendo i cittadini, “Favorisce le consorterie e penalizza gli onesti ed i capaci”.

Ricordando i valori dell’antifascismo ha, inoltre, indicato la mafia come un “Cancro pervasivo” e, da buon siciliano, ha ricordato coloro che hanno dato tutto nella lotta a questo cancro come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Un ulteriore passaggio è quello che racchiude sia il tema dei diritti che quello della promozione della pace.

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In questo passaggio Mattarella ha espresso da un lato l’importanza di diritti fondamentali quali quello allo studio e al lavoro, facendo anche un riferimento diretto al nostro patrimonio ambientale e artistico, e dall’altro ha ricollegato questo ambito alla cultura della pace e al rifiuto della guerra.

L’ultimo tema è stato inoltre associato anche alla situazione internazionale affrontata da tre prospettive differenti.

In primo luogo è stata ribadita l’importanza dell’istituzione europea quale “frontiera di speranza” e messaggera dei valori democratici.

La prospettiva europeista ha fatto leva, inoltre, sui tanti attacchi ricevuti in questi mesi, con riferimento diretto ai fatti di Parigi, e sulla “sfida sanguinosa” lanciata dallo “Stato islamico”.

Infine c’è stato il richiamo ai marò, che ha suscitato reazione opposte nei vari gruppi (dovute anche alla particolare posizione di Latorre e Girone e al mancato riferimento a situazioni simili), a cui il nuovo Presidente ha augurato un rapido ritorno a casa.

La cerimonia è durata in tutto trentacinque minuti e ha illustrato al meglio la posizione del nuovo Capo dello Stato e il destino della “Penisola Italica”.

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