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MES: nessun accordo di Governo, maggioranza divisa

immagine da pixabay

Maggioranza ancora divisa sul MES, non sarà più una decisione economica ma politica. Cosa c’è da sapere sul meccanismo di stabilità?

In Italia riesplode la polemica sul MES. Dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sul meccanismo europeo di stabilità rilasciate nell’ultima conferenza i partiti politici sono finiti al centro di un ulteriore dibattito. Dopo mesi infatti maggioranza e gruppi di opposizione ancora discutono sulla misura europea senza trovare un valido accordo.

Maggioranza di governo ancora divisa: Conte vs dem

Per il premier Conte il meccanismo europeo di stabilità è da bocciare perché non risponderebbe alle reali esigenze del paese. Anche perchè il prestito chiesto agli organi europei dovrebbe comunque essere restituito innalzando tasse o tagliando spese. Il Presidente del Consiglio ha poi motivato la sua posizione definendo lo strumento europeo uno “stigma” facendo leva sul fatto che il MES ad oggi è un vicolo cieco. Infatti nessun Paese ne ha ancora fatto richiesta. Più che una scelta economica, adesso le parti in gioco sono chiamate ad affrontare un puro dibattito politico.

La maggioranza di Governo non si presenta unanime. Dopo il discorso del premier il Partito Democratico infatti ha richiamato le parti a discutere del MES in Parlamento. PD e Italia Viva infatti non hanno visto di buon occhio le esternazioni del Presidente del Consiglio. “Un tema così importante come il MES va a affrontato in Parlamento e tra Governo e maggioranza, non in una battuta in conferenza stampa, che porta uno strascico di polemiche.” ha dichiarato il segretario dem.  Compatto invece il Movimento 5 Stelle, da sempre contrario al meccanismo di stabilità. A sostegno della linea di Conte, oltre i grillini, corre anche il ministro Gualtieri. Il ministro dell’Economia spiegando la manovra economia che l’Italia ha intenzione di mettere in atto si è soffermato sull’utilità dello strumento europeo.  “Il vantaggio che dà il MES è un risparmio di 300 milioni di euro di interessi in 10 anni, non si tratta di avere 36 miliardi in più per la sanità. La funzione fondamentale è sostenere un Paese in deficit di liquidità. L’Italia fortunatamente non è in questa situazione. questo il commento di Gualtieri.

Ma cos’è il MES?

A questo punto del dibattito politico prima di trarre conclusioni affrettate è bene capire cos’è il meccanismo europeo di stabilità. Il MES è un’organizzazione internazionale costituita con un Trattato affiancato nel 2012 allo scopo di concedere prestiti ai paesi in difficoltà. L’organizzazione è guidata da un consiglio dei governatori composto dai 19 ministri delle finanze dell’eurozona. Ogni paese concorre a immette finanze nel fondo europeo in misura diversa, così la Germania partecipa on una quota pari al 27% del capitale mentre l’Italia partecipa con il 18%.

Il MES si presenta così come una misura volta a soccorrere i paesi in difficoltà come ha già fatto in passato in Grecia e Spagna. Se di fatti si tratta di un’aiuto stanziato dalla comunità europea come mai molti Paesi sono restii ad utilizzarlo? Accettando il prestito europeo infatti si sottoscrive un rigido accordo in virtù del quale il paese che lo riceve dovrà approvare un memorandum d’intesa che definisce  quali misure si impegna a prendere in termini di tagli al deficit/debito e di riforme strutturali. In questo senso la misura messa al vaglio costruirebbe un forte limite.

Covid-19, come cambia il Meccanismo europeo di stabilità

Il Meccanismo è stato pensato anche per aiutare gli Stati maggiormente colpiti dalle conseguenze del Covid19. A questo proposito i vertici europei avrebbero stanziato una linea di credito pari a 240 miliardi di €. In questo senso ogni paese può chiedere una somma pari al 2% del PIL registrato alla fine del 2019. Cambiano inoltre le condizioni per accedervi, unica condizione richiesta è che il paese richiedente usi i soldi per spese sanitarie legate alla crisi del covid-19. Il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis inoltre ha anticipato che la Commissione non applicherà la sorveglianza rafforzata. Essa si limiterà a controllare solo che i soldi siano spesi per gli obiettivi previsti.