Milan, Montella attacca: “Gattuso sta sbagliando ad accusarmi”

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Foto: Instagram Sevilla FC

Rino Gattuso ha attaccato la preparazione fisica dei giocatori del Milan, puntando il dito contro Montella; l’Aeroplanino non ci sta e replica

Vincenzo Montella torna a parlare di Milan, dopo le recenti accuse (seppur indirette) da parte del suo successore in panchina, Gennaro Gattuso, in merito alla condizione fisica della squadra rossonera e i troppi infortuni.

L’Aeroplanino ha voluto rispondere all’attuale mister milanista e lo ha fatto attraverso le colonne del Corriere dello Sera. Queste le sue parole: “Le sue accuse mi toccano nel profondo. Nella prima partita del Milan di Gattuso, contro il Benevento, la squadra aveva corso il doppio rispetto agli avversari. Dunque, questo non è una colpa da attribuire a me e ai miei collaboratori.

Ho allenato in diversi club di Serie A in questi 5-6 anni – continua Montella – e penso di avere un po’ di esperienza in più rispetto a chi ha fatto queste affermazioni pubbliche. Se mi ha chiamato? No, l’ho fatto io, dicendogli che stava sbagliando e, allo stesso tempo, esagerando. Lui sta facendo bene, ma non può toccare le mie competenze“.

L’ex-allenatore del Siviglia è ritornato sulla sua avventura al Milan, in un’intervista alla Gazzetta: Io senza fiducia dal secondo anno? Mi dispiace aver dovuto lasciare Milano perché è rimasto un lavoro incompiuto. Secondo me sarebbero servite soltanto esperienza e ancora un po’ di pazienza. Sono state create aspettative altissime sulla squadra e di conseguenza avremmo dovuto tenere un profilo più basso. Lasciare dopo il primo anno, dove vincemmo la Supercoppa Italiana, sarebbe stato più giusto”.

E poi continua: 11 nuovi giocatori da assemblare non è facile, serviva tempo ma invece ho assecondato i progetti di Scudetto della società. La fascia di capitano assegnata a Bonucci non è da attribuire a me, ma alla volontà della nuova dirigenza perché volevano puntare su un giocatore del nuovo corso. Io penso che si possa essere capitani anche senza fascia“.

Infine, sul mercato: “Avevamo speso molti soldi e c’erano poche risorse per comprare il regista e l’attaccante che serviva. Eravamo vicini a Morata e Batshuayi, ma con 20 milioni non c’era un centravanti più forte che era Kalinic“.