Milano, 14 arresti per tangenti su appalti di opere pubbliche in Lombardia



arresti toscana

Una vera e propria associazione a delinquere costituita da imprenditori bergamaschi e calabresi vicini alla ‘ndrangheta. Oggetto di indagine soprattutto i lavori per la tratta Milano – Malpensa

La Guardia Di Finanza di Milano, grazie all’attività che ha visto impiegati oltre 100 finanzieri, ha effettuato nella mattinata odierna circa 14 arresti nell’ambito dell’inchiesta “Underground”, coordinata dal procuratore aggiunto della Dda di Milano Ilda Boccassini e dal pm Bruna Albertini, e basata sulla presunta acquisizione anomala di subappalti per opere pubbliche in Lombardia.

Il fulcro e la direzione dell’attività illecita sarebbe stata posta nelle mani di alcuni imprenditori bergamaschi  e calabresi, alcuni dei quali “aventi contiguità ad un contesto criminale di ‘ndrangheta”, che avrebbero operato “avvalendosi di diverse società operanti nel settore dell’edilizia”,  molte delle quali intestate a prestanome e apparentemente prive di legami tra loro.  

Il procuratore aggiunto della Dda di Milano Ilda Boccassini ( Foto Lapresse)
Il procuratore aggiunto della Dda di Milano Ilda Boccassini ( Foto Lapresse)

Undici le persone finite in carcere e tre ai domiciliari, tra cui spiccano i nomi di Pierino Zanga, imprenditore bergamasco “formalmente mero dipendente all’interno delle varie società, ma di fatto “dominus” di un circuito di società aggiudicatrici dei vari subappalti per la realizzazione di opere pubbliche”, Davide Lonardoni, 45 anni di Varese e dirigente di NordIng, società del gruppo Ferrovie Nord Milano, che avrebbe intascato tangenti da imprenditori che avevano ottenuti lavori in subappalto per la realizzazione di un collegamento tra il terminal 1 ed il terminal 2 dell’ aereoporto di Malpensa.

I vari soggetti posti in custodia dovranno rispondere, a vario titolo, anche di altre accuse come l’associazione per delinquere finalizzata “alla commissione di reati di corruzione diretta all’acquisizione di subappalti di opere pubbliche realizzate in Lombardia” , oltre a reati di natura fiscale, per presunta “utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti” e “indebite compensazioni” Contestata anche una possibile truffa ai danni dello Stato congiuntamente a casi di bancarotta fraudolenta, intestazione fittizia di beni e complessi societari e alla “illecita concorrenza realizzata attraverso minaccia e violenza”.

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