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La notizia è arrivata nella tarda serata di ieri: i Mondiali in Qatar saranno i più brevi della storia e anche i primi che si giocheranno in un periodo diverso da quello estivo

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L’assegnazione dell’organizzazione di uno degli eventi sportivi più attesi e più seguiti ad un paese con una scarsissima tradizione calcistica ha fatto e continua a far discutere gli appassionati. È vero che, secondo l’antico obiettivo, il mondiale deve essere un occasione per portare il grande calcio anche in paesi con scarse tradizioni ma, tuttavia, il mondiale qatariota del 2022 sembra discendere dritto dritto dai petroldollari degli sceicchi.

mondiali 2Stadi smontabili, indoor, aria condizionata: queste le proposte, molto discutibili, che hanno convinto i vertici della Fifa; con questo mondiale sembra la fine di un’epoca e la fine dell’antica tradizione calcistica. La fine del calcio a mio avviso, svenduto al ricco di turno, che se ne infischia della passione dei tifosi interpretando questa manifestazione solo come un mezzo per arricchire il proprio già abbondante portafoglio. I vertici della Fifa hanno svenduto il Mondiale e la passione di tutti.

Come se non bastasse poi, già a dicembre gli operai morti nei cantieri Mondiali 2022 erano più di 1200; ma si sa, se sei uno tra i paesi più ricchi del mondo e hai potenti amici le notizie non circolano come dovrebbero. E la Fifa dal canto suo gira la faccia dall’altra parte. Una sfida a chi la fa più grossa, chi sfrutta le persone fino alla morte per fini di lucro e chi permette tutto ciò tacitamente.

I Mondiali in Qatar sono la fine di un calcio fatto di passione, tradizioni e sportività. La fine di un’era: ci avete rotto il calcio.

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